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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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Schiaffi ai precari, aiuti ai disonesti. Passa il milleproroghe

 

Roberto Farneti, da "Liberazione" 17 febbraio 2011


Mano tesa agli agricoltori disonesti, premiati con lo slittamento dei termini per il pagamento delle multe dovute al mancato rispetto delle quote latte; ulteriori schiaffi in faccia ai precari della scuola, i quali, grazie al vincolo della territorialità voluto dalla Lega, non potranno spostarsi di provincia per le supplenze; occhio di riguardo per i costruttori abusivi, con lo stop fino a fine anno delle demolizioni degli immobili in Campania, anche se edificati in zone protette.
E ancora: aumento di un euro del biglietto del cinema e tagli alla cultura; possibilità per le Regioni di imporre una tassa in caso di catastrofi naturali, come per esempio il terremoto in Abruzzo. Sono solo alcuni degli obbrobri contenuti nel decreto legge milleproroghe approvato ieri dal Senato con voto di fiducia (158 voti favorevoli, 136 voti contrari e 4 astenuti).
Una maggioranza ampia, come ha sottolineato a caldo il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri. La novità politica, infatti, è che sei esponenti di Fli non hanno seguito l'indicazione del loro capogruppo, Pasquale Viespoli, a votare contro. In cinque non hanno partecipato al voto e un altro si è astenuto.
Un buon viatico per il provvedimento, che ora passa alla Camera per la seconda lettura. L'Aula di Montecitorio inizierà ad esaminarlo da martedì prossimo, ma è scontato che anche stavolta il governo porrà la fiducia.
E' molto probabile quindi che il grido di indignazione di Confagricoltura sulle quote latte rimanga inascoltato. L'associazione parla di «proroga iniqua», che penalizza gli agricoltori onesti, dal momento che «la sussistenza delle sanzioni per gli splafonatori è stata più volte provata dalle risultanze delle numerose commissioni d'inchiesta e d'indagine che si sono susseguite negli anni».
La distribuzione di soldi a pioggia realizzata con il milleproroghe, in base agli interessi elettorali di questa o quella forza politica, è la conferma che l'abolizione della finanziaria non è servita, come aveva promesso il ministro Giulio Tremonti, a sottrarre le finanze pubbliche dal famigerato "assalto alla diligenza".
Discorso diverso per l'editoria, visto che il parziale ripristino dei fondi (30 milioni di euro per la carta stampata e 15 milioni di euro per le radio e le tv locali) è stato deciso con emendamento bipartisan. Con i nuovi stanziamenti il fondo a sostegno dell'editoria arriva a 166 miliardi di euro, compresi gli 86 milioni di residui dell'anno scorso. Una boccata di ossigeno non sufficiente per cantare vittoria, visto che ogni anno il fondo si riduce. «E' vero - ammette il senatore del Pd Vincenzo Vita - avere riottenuto il parziale ripristino dei fondi non è un fatto risolutivo per il futuro dell'editoria democratica. Tuttavia è un rammendo essenziale per la vita di 92 testate, in particolare quelle - penso proprio a Liberazione - che hanno problemi di diversa natura rispetto ad altre più presenti sul mercato e con la pubblicità. E' chiaro che questo "suk" delle risorse non va affatto bene; dobbiamo riuscire a imporre nell'agenda delle priorità una riforma del settore».
Per nulla soddisfatti invece gli editori delle emittenti televisive locali, che tornano a chiedere «il recupero dei tagli effettuati al fondo e la sua stabilizzazione a partire da quest'anno a 150 milioni di euro con una copertura finanziaria certa, e non quella aleatoria prevista nell'ultima manovra; a partire dal 2014, la piena applicazione della legge 422 del 1993, che destina alle tv locali una quota del canone Rai attualmente pari a 270 milioni di euro».

 

 

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