Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
“L'otto tutto l'anno" Donne in piazza Palazzo sordo
Franca Sapienza, "Liberazione" 09 marzo 2011
Un 8 marzo meno rituale del solito ha ridato vigore alla giornata della donna. Un ritorno di passione politica innescato dalle accese
discussioni che nelle settimane passate hanno accompagnato la manifestazione del 13 febbraio. A Roma e Milano, ma anche in altre città, le donne si sono date appuntamenti diversi. Nella Capitale
il comitato "Se non ora quando", promotore dell'appello che ha portato alla manifestazione di febbraio, ha organizzato un happening in piazza Vittorio a partire dalle 16 con interventi dal palco
e performance, oltre a proiezioni di video, musica dal vivo. Una maratona che ha visto la partecipazione di diverse personalità dello spettacolo, conclusasi in serata con una pièce al teatro
Ambra Jovinelli, dove è andato in scena "Libere", atto unico scritto da Cristina Comencini, con Lunetta Savino e Isabella Ragonese. Altro gesto, del tutto simbolico, riempire di fiocchi rosa -
considerati assolutamente indigesti dalle altre donne - i monumenti delle città.
Il coordinamento femminista "Indecorose e libere", che nell'appello del 13 non si era riconosciuto pur scegliendo di andare comunque in piazza del Popolo con i propri contenuti, ha scelto invece
un corteo notturno che alle 18 è partito da piazza Bocca della verità per dare vita ad una sorta di street parade che ha raggiunto Campo di fiori. Dietro ai modi alternativi di stare in piazza ci
sono contenuti molto diversi. Rivendicare innanzitutto diritti e nuovo welfare per le "Indecorose", attente a non diluire ogni cosa nell'antiberlusconismo e in una sorta di neoperbenismo
moralista. Tra gli slogan più gridati, «L'otto tutto l'anno». A Treviso, il vice sindaco Giancarlo Gentilini, è stato ricevuto da un gruppo di donne del movimento "Se non ora quando" a colpi di
carciofi. Giunte in comune per consegnare polemicamente al sindaco un mazzo di carciofi, invece delle solite mimose, hanno incrociato Gentilini che non ha apprezzato il gesto. Nella baruffa
alcuni carciofi sono volati nella sua direzione.
All'insegna di contenuti concreti la mobilitazione delle femministe di Padova: Donne in Movimento e Fuxia block hanno scelto di lanciare un monito alle figure che portano una divisa e che
possiedono un "principio di autorità" a non abusare del corpo delle donne. Nel corso della mattinata è stata consegnata alla Caserma in Prato della Valle una diffida a quanti credono che protetti
dalla loro uniforme possono impunemente commettere atti di violenza, come è accaduto pochi giorni fa alla donna stuprata nella caserma dell'Arma di Roma e a Joy, violentata nel Cie di Milano, il
cui carnefice è stato assolto. A Perugia, un presidio è stato attuato davanti alla sede della regione Umbria per pretendere «la delibera sul day hospital come unica modalità di somministrazione
della pillola abortiva Ru486».
Sul fronte istituzionale molta retorica, in un discorso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano«Il grado di impegno delle donne per la parità, l'affermazione del loro ruolo nei vari
ambiti sociali, il livello di uguaglianza, di dignità e di considerazione di cui esse godono, sono indicatori della maturità e dello stato di salute dei sistemi democratici». Sfacciato l'utilizzo
dell'8 marzo da parte del Pd che ha scelto questa data per depositare i 5 milioni di firme, 120 scatoloni con 40 mila firme ciascuno, raccolte per chiedere le dimissioni da presidente del
consiglio di Silvio Berlusconi.
Nel frattempo è slittato il voto sulle "quote rosa", la controversa legge che dovrebbe garantire la rappresentanza femminile nei cda e nei collegi sindacali delle società quotate e non quotate in
borsa controllate dalle amministrazioni pubbliche. Proprio nella giornata dell'8 marzo il governo ha frenato l'iter della legge esprimendo parere contrario, con richiesta di ritiro,
sull'emendamento della relatrice Maria Ida Germontani sulla gradualità di applicazione in due mandati, il 2015 e il 2021, delle quote. Il governo vorrebbe diluire nei decenni a venire l'ingresso
delle donne nelle stanze dei bottoni: un decimo di donne al primo mandato, un quinto al secondo e un terzo all'ultimo. Il voto sugli emendamenti è slittato ad oggi nel tentativo di trovare una
mediazione.