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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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Rui: rotatorie in Via Quadri, perchè no

   

La Commissione Territorio Comunale di Vicenza ha, giustamente, bocciato le tre rotatorie di Via Quadri. Si chiede quale sia lo scopo di queste ulteriori tre rotatorie dal momento che dal punto di vista urbanistico-viabilistico, oltre ad appesantire il flusso del traffico, sono un'incentivazione all'uso dell'auto, e non ad un diverso modo di vivere la città: pedoni e ciclisti per l'ennesima volta sono esclusi dalla viabilità.

 

Le rotatorie tanto amate da Cicero, e oggi anche dal sindaco Variati, sono una vera e propria barriera architettonica per i residenti dei quartieri; ciclisti, pedoni, e diversamente abili, per quanti "semafori intelligenti" vengono installati (come quello all'inizio di via Quadri, tra San Pio X e c.so Padova, non rispondente ai requisiti di intelligenza), non sono al sicuro dal traffico veicolare. Le rotonde, come qualsiasi altra barriera, dividono i quartieri, e in questo caso anche la città. A questo va aggiunto che per realizzare le tre rotatorie, si sacrificano i servizi alle famiglie e ai bambini: si pensi all'asilo di via Quadri ove la rotatoria, non solo restringerebbe l'ampio spazio cuscinetto con l'arteria stradale sino a lambirne l'istituto, ma sacriferebbe anche quello ad uso didattico già insufficiente e non a norma; non basteranno le ulteriori barriere acustiche o l'ampliamnento dell'istituto nell'area a verde pertinenziale rimastagli, togliendo un ulteriore possibilità di spazio aperto ai bambini a sannare una situazione gia non sannabile.

 

Comprovati studi internazionali hanno spinto altri paesi, quali la Gran Bretagna e la Germania, a rinunciare a queste strutture viabilistiche proprio per il pericolo che comportano per pedoni e ciclisti. Con le rotonde non ci sono opere di mitigazione che tengano per la sicurezza viabilistica di queste persone.

 

E poi se vogliamo togliere il traffico in città, è essenziale incentivare una mobilità che respiri: uso del ciclo e dei piedi. Una città a dimensione umana e non autocentrica ridimensionerebbe l'inquinamento, non solo da PM10, ma anche acustico. Certamente le rotatorie non aiutano a questo.

 

Irene Rui

 

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