Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Irene Rui - Guido Zentile - La vicenda del convegno organizzato dall'Associazione “11 Settembre” sta assumendo toni epici. O meglio da inferno dantesco nei confronti di chi, rispettosamente, ha manifestato il proprio disappunto circa la necessità di tenere un convegno, di cui si parla di guerra, presso una struttura arcivescovile.
La Consigliera Cinzia Bottene e la Curia hanno, senza enfasi e clamori, agito nel giusto. Bene ha fatto la Curia a rifiutare il convegno, bene ha fatto la Consigliera a farsi avanti per segnalare la pericolosità del tema in oggetto. Un convegno con tali argomenti, in tale sede, disonora la persona e calpesta la pace.
Ma che enfasi e clamori ha manifestato la destra: “città ostaggio della sinistra”, “dai disobbedienti minacce staliniste” (addirittura sembra che abbiamo minacciato la Curia).
Forse più che inferno dantesco (Dante era un nobile che, poeticamente, sapeva raccontare) qui è stato usato un pessimo linguaggio, nemmeno da bassifondi (qui almeno si fa cultura), ma da olio di ricino.
Fare a Vicenza anche un convegno sulla guerra? Ma è cosi interessante? In un città che ha dato e stra-dato in termini di militarizzazione del territorio. A questo punto, come luogo idoneo, perché non farlo all'interno dei covoli della base di Longare e della Fontega?
E poi, per tornare a noi, definire disobbedienti i NO Dal Molin è una grossa bestemmia. Questi sono resistenti, questi sono coloro che si battono, ancora oggi, contro una base di guerra, coloro che rispettano e tutelano il proprio territorio. Ma giustamente, la destra non sa cos'è la resistenza, non è in grado di conoscerne i valori, e poi ….. definirli anche stalinisti (quindi prima di pronunciare questi vocaboli, si legga un po' di storia dell'Unione Sovietica).
No, non sono i NO Dal Molin a tenere in ostaggio la città, ma bensì le basi americane.
Ed è quindi vergogno che in una città esasperata dalle basi di guerra, che le rifiuta, si voglia discutere ancora di guerra.
Qui e in gioco la democrazia, la vera democrazia, cari signori della destra, cari cittadini di Vicenza, quella democrazia sorta dalle radici di una resistenza, la nostra resistenza, non un simbolo, ma una forza che vogliamo mantenere, e che qualcuno oggi vuole calpestare.