Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
LA MANIFESTAZIONE da www.repubblica.it
ROMA - Sole cocente in città, turisti stranieri che boccheggiano e a un certo punto si fermano incuriositi: da piazza della Repubblica parte il serpentone rosso tra falci e
martello, facce del Che e di Lenin e l'immancabile "Bandiera Rossa" cantata a squarciagola. È l'orgoglio comunista quello che ha sfilato oggi per le vie della Capitale, nella manifestazione
nazionale organizzata dalla Federazione della Sinistra (sigla che riunisce Rifondazione, Pdci, Partito del Lavoro) in difesa dell'articolo 18 e contro le politiche del governo Monti.
Ci sono i banchetti del Manifesto, quelli per firmare una petizione contro la riforma del lavoro della Fornero, si intravede qualche bandiera cimelio del vecchio Pci, più tutta la
diffusione militante: Liberazione che esce di nuovo giusto per oggi, poi Che fare?, FalceMartello, Scintilla, La Comune e così via. Ci sono
addirittura i duri e puri del Partito Comunista dei Lavoratori che tra l'indifferenza generale distribuiscono volantini di protesta, "perché la Fds ha scelto di negare la parola al Pcl?".
Difficile dare un numero esatti sui partecipanti. "Siamo 40mila", fanno sapere dal Pdci.
Di sfondo alla prova della piazza dei neocomunisti, la recente tornata elettorale, fatta di qualche luce e diverse ombre. Le urne dicono che la Fds vale tra il 2 e il 3 per cento, con punte del 5
e 6 in Toscana, in Umbria, a Palermo, Parma. Ma anche un incredibile "zero virgola" a Taranto,
per dire. Adesso il tentativo è quello, dopo aver riunito bene o male i comunisti, di mettere insieme tutto quello che gravita a sinistra del Pd: cioè Sel, Idv, Verdi. Presenti in piazza, ma a
livello di qualche adesione personale e nulla di più.
"Questa è una proposta di alleanza a Sel e Idv - ha spiegato Paolo Ferrero, segretario del Prc - facciamo appello alla sinistra e al sindacato. Per fare opposizione alle politiche di questo
governo ci vuole uno sciopero generale perché toccare l'articolo 18 è una vergogna come la questione esodati". Alle domande sull'agguato al manager di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, l'ex
ministro risponde che "il clima è difficile, spero che siano solo fenomeni isolati e però dico che non si può parlare di terrorismo per ogni accadimento. Dico con forza costruiamo insieme
l'alternativa e uniti insieme nella lotta". E Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, aggiunge che "il terrorismo è il nemico principale della classe operaia".
A parlare anche gli esponenti della sinistra radicale europea che, a dire il vero, se la passa meglio rispetto a quella nostrana. In Francia il Front de Gauche di Melénchon ha superato il 10 per
cento dei consensi, per non parlare di Syriza, che in Grecia è il secondo partito (16,8 per cento, senza dimenticare i comunisti del Kke al 9); in Spagna Izquierda Unida nel novembre scorso prese
il 7, mentre in Germania la Linke raggiunse il 12 per cento solo due anni fa. "Uscire da sinistra dalla crisi: il nostro tentativo è quello, in tutta Europa e spero per i compagni italiani anche
qui", ragionava il leader dei comunisti francesi Pierre Laurent. Dove però, con Hollande presidente, sono già un pezzo avanti.
(12 maggio 2012)