Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Marco Bersani*
Quindici attivisti dei comitati referendari hanno occupato ieri mattina la sede della Rai, chiedendo ed ottenendo un incontro con la nuova direttrice Lorenza Lei, per denunciare lo scandaloso
boicottaggio dell'informazione finora avvenuto sui referendum del prossimo 12e13 giugno.
Non più tardi di quindici giorni fa, per ottenere l'approvazione del regolamento sull'informazione televisiva dalla Commissione di Vigilanza Rai, sono stati necessari due giorni di presidio sotto
la sede. Tutto questo mentre da ormai 72 ore un presidio permanente davanti a Montecitorio protesta contro il tentativo di scippo del quesito sul nucleare, che il Governo ha approvato ieri con il
voto di fiducia.
La democrazia fa paura, non c'è dubbio. Soprattutto quando è esercitata da donne e uomini, che da tempo e in tutti i territori, hanno deciso di muoversi in prima persona per la ripubblicizzazione
dell'acqua e per fermare il nucleare, costruendo la più grande coalizione sociale degli ultimi anni e riaffermando, dopo aver raccolto oltre 1,4 milioni di firme, un elementare principio: su ciò
che a tutti appartiene, tutte e tutti dobbiamo decidere.
E, mentre i poteri forti del grande capitale finanziario e delle multinazionali vivono con terrore il pronunciamento popolare, anche il fronte dei partiti politici registra le prime inversioni di
rotta: dal Pd, finora combattuto tra una base attiva nei referendum e la lobby interna che sulle multiutilities ha costruito blocchi di potere territoriale, alla Lega Nord, che con Bossi apre ai
referednum sull'acqua, consapevole che, dopo la batosta elettorale delle amministrative, è meglio non esacerbare una base di elettori e di amministratori locali da sempre sospettosa sulle
politiche di privatizzazione del servizio idrico.
La partita che si gioca con i referendum è decisiva. Perchè va al cuore delle politiche liberiste, che per la prima volta possono essere sanzionate con un voto democratico e popolare; perchè
rimette nelle mani delle donne e degli uomini di questo paese la decisionalità democratica e suggerisce un'altra via di uscita dalla crisi, basata sulla riappropriazione sociale dei beni comuni e
dei diritti e su un nuovo intervento pubblico che rimetta al centro, e finalmente, il «cosa, come e per chi» produrre. E perchè costituirebbe un forte segnale anche a livello europeo, dove la
lobby continentale cerca di risolvere la crisi greca ancora una volta a colpi di privatizzazione dell'acqua, delle telecomunicazioni e delle attività portuali.
Sondaggi alla mano, cercano in tutti i modi di depotenziare il voto popolare.
Non ci riusciranno: il 12 e 13 giugno sommergiamoli di "Sì".
*Comitato Referendario "2 SI per l'acqua bene comune"