Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Irene Rui - Con oggi
11 novembre, sono passati 67 anni dall'eccidio del "Ponte dei Marmi" di Vicenza dove furono freddamente trucidati dieci partigiani di cui quattro di origine sinti: Walter Vampa Catter, Festini
Lino Ercole, Paina Silvio e Mastini Renato. I quattro, dopo giorni di tortura spostati dal carcere di Piazzola sul Brenta a quello di Piazza Castello a Padova, furono prelevati insieme ad altri
sei, su ordine del generale delle SS Von Zanthier in risposta all'attentato al "Ponte dei Marmi" ad opera dei guastatori di Plinio Quirici (foto Monumento 10 martiri).
"Fatti salire uno alla volta vennero stroncati dalle raffiche uno per uno, in modo che ognuno di essi potesse vedere la fine che faceva il compagno che lo precedeva. E' facile immaginare quanto
angoscianti siano stati quei lunghissimi minuti prima dell'esecuzione. Sul loro volto si poteva notare il dolore, leggere gli istanti della loro vita trascorrere come un film e i loro pensieri
verso le persone amate, le mogli, i figli e i compagni lasciati a combattere da soli...Vi fu in un istante un'alternanza agghiacciante di spari, si udirono urla di dolore e poi silenzio. I loro
corpi furono abbandonati sulla tratta ferroviaria, alle intemperie per quarantotto ore." da IRENE RUI, "Quattro su Dieci" VampaEdizione, novembre 2008.
Perché furono prelevati dei partigiani da Padova? Nel 1943 Monsignor Carlo Zinato vescovo di Vicenza, stanco della violenza che coinvolgeva anche membri della Chiesa, scrisse una lettera al
generale SS Von Zanthier, comandante militare della Piazza di Vicenza, chiedendo che i soldati tedeschi mettessero fine a tale feroce spargimento di sangue vicentino. Ottenne così la promessa
dal comando tedesco che non sarebbe stato più colpito per rappresaglia nessun vicentino in Vicenza.
Questa data ricorda come i sinti, ma anche rom, quelli che noi erroneamente chiamiamo zingari, hanno partecipato alla resistenza insieme agli altri italiani per liberare l'Italia
dall'oppressore fascista e nazista. Nel settembre del 1943 alcuni giovani rom si unirono ai partigiani - erano chiamati in romanés "čricklé" (uccelli, passeri) tra questi ricordiamo il rom
Giuseppe Levakovich detto Tzigani, che militò nella brigata "Osoppo". Ma dobbiamo ricordare anche il sinto piemontese Amilcare De Bar - Taro, recentemente scomparso che fu staffetta partigiana
nei dintorni di cuneo con il nome di Corsaro Nero; Rubino Bonora, il comandante Lupo, che combatté con la divisione "Nannetti tra il Friuli e il Veneto di cui la figlia vive nel campo di Viale
Cricoli; Giuseppe Catter cugino di Walter, morto in combattimento nei pressi di Livorno. Alcuni di loro sono ancora vivi e possono raccontare la loro storia come Oscar Pevarello, Tarzan che
combatté nell'Altopiano degli 11 comuni, cognato di Mastini, ancora vivente a Roma, altri vivono nelle testimonianze dei familiari. Noi dovremmo ringraziare e rispettare queste minoranze,
invece di cacciarle ogni volta dalle nostre città, invece di tacitarli come i peggiori delinquenti, poiché se è vero che alcuni di loro sono propensi alla criminalità costretti anche dalle
avversità della vita, altri sono persone oneste, così come tra di noi ci sono persone dedite all'illecito e persone rette.
I sinti si attendono che domani durante la commemorazione dei "dieci martiri" le autorità si ricordino anche di loro, non si dimentichi il loro sacrificio durante la resistenza per la
liberazione dell'Italia, poiché sono stati una parte importante delle formazioni partigiane.