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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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PRIMO MAGGIO UN DIRITTO

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La decisione di alcune Amministrazioni Comunali della provincia, di derogare all’apertura degli esercizi commerciali nella giornata del Primo Maggio, festa dei lavoratori, è stupefacente e sconcertante. Si vede chiaramente come la civile e democratica società italiana sia arrivata in nome dell’introito economico e a scapito della lavoratrice, del lavoratore, a negare il valore del Primo Maggio. Il consacrare del consumismo anche da parte delle istituzioni, che per prime dovrebbero difendere il valore del diritto dei lavoratori ad essere riconosciuti come persone e non come merci di scambio, va a scapito di una società civile e progredita che non mette più in primo piano la persona e il diritto della lavoratrice e del lavoratore di trascorrere i giorni festivi, comprese le domeniche, per se e la propria famiglia; fa venire meno quei valori che portano al cittadino a vivere armoniosamente con il proprio territorio e imbarbarisce la società, la individualizza e toglie il principio di solidarietà, il senso di comunità. 

Con il negare il Primo Maggio ci siamo spinti troppo in là, è indispensabile perciò, porre uno stop a tutto questo e tutelare di più i lavoratori, che hanno diritto alle loro festività, alle loro domeniche. Si deve ritornare quindi alla chiusura festiva degli esercizi commerciali sia per ricostruire un tessuto sociale basato sul valore della persona, sia per il diritto dei lavoratori.

Ricordiamo inoltre, che il Primo Maggio non è una festa qualsiasi, è la commemorazione dell’autodeterminazione dei lavoratori; nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi comuni, per migliorare la propria condizione. “Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire” fu la parola d’ordine e le otto ore fu la richiesta di limite legale dell’attività lavorativa. La storia del Primo Maggio rappresenta, oggi, il segno delle trasformazioni che hanno caratterizzato i flussi politici e sociali all’interno del movimento operaio dalla fine dell’Ottocento ad oggi, non festeggiarlo significa rendere vano il lavoro fatto e le vittime che il movimento ha lasciato nel corso della storia. Chiediamo agli amministratori di ritirare l’autorizzazione all’apertura degli esercizi per il primo maggio e alle lavoratrici e ai lavoratori, di affermare il loro diritto a festeggiare. Non lasciate che il padrone vi rubbi anche questo diritto.

 

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