Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Stefano Galieni, www.liberazione.it
La Federazione della Sinistra non ci sta. In uno dei giorni più neri di questa crisi infinita, quello in cui si sceglie, praticamente senza opposizione politica in parlamento, di varare la
peggiore manovra economica mai realizzata in età repubblicana, una rappresentanza dei suoi militanti si è radunata sotto il palazzo di Montecitorio per denunciare gli effetti nefasti che si
preannunciano. «Non è vero che siamo tutti sulla stessa barca - ha rimarcato Paolo Ferrero segretario del Prc - con questa manovra, inutile e strutturalmente recessiva, si annuncia di volersi
difendere dalla speculazione bastonando i lavoratori, i pensionati, i precari, le fasce sociali più deboli di un Paese che va verso l'impoverimento generalizzato. Si tratta di una manovra alla
Greca, in altre parole un vero e proprio atto di guerra contro il paese».
Per il segretario di Rifondazione sbaglia il presidente Giorgio Napolitano a definire "miracolo" la rapida approvazione della manovra. Un percorso che più che costruire coesione sociale rischia
di provocare ancora maggior distanza fra la politica e chi gli effetti del provvedimento li pagherà direttamente. Un colpo pesantissimo quello assestato in nome delle richieste europee che non
potrà, per la sua natura classista, provocare alcun tipo di sviluppo o di ripresa ma allargherà la forbice fra i sommersi e i salvati. E se Tremonti continua ad utilizzare la metafora del
Titanic, lo stesso Ferrero ricorda come durante la tragedia simbolo e metafora di quasi 100 anni fa, furono portati in salvo il 90% dei passeggeri di prima classe, mentre a perire furono
soprattutto quelli della seconda e della terza ed è questa forse la metafora più adatta.
«Contro la manovra tassiamo i ricchi». Recita uno striscione appeso di fronte ad un parlamento che sembra aver abdicato al proprio ruolo di rappresentanza delle istanze di tutto il Paese. Un
gruppo di bandiere rosse della FdS e un nucleo di compagni e di compagne che da una parte conferma la volontà di restare presenti nel conflitto ma dall'altra interroga sulla necessità urgente di
una campagna politica e di massa immediata per configgere con le indicazioni governative. Una mobilitazione unitaria e decisa di chi non vuole subire né rassegnarsi all'impotenza e di chi è
consapevole come con le misure adottate, in tempi molto brevi, il baratro della recessione si potrebbe spalancare in maniera ancora più ineludibile. Il volantino con cui si invita a controbattere
alla sciagura che si sta delineando nel Paese, contiene in sintesi misure economiche alternative che concretamente possono andare verso una redistribuzione verso il basso dei redditi, una ripresa
dei consumi, una riduzione degli sprechi. Ma significa non rispettare le leggi del mercato, nazionali e sovrannazionali, imposte da organismi totalmente antidemocratici, e che decidono del
diritto di vita e di morte nel continente. Intanto dal palazzo giungono i risultati delle votazioni, l'aula ha varato definitivamente la manovra il cui ammontare definitivo cresce di giorno in
giorno. La stangata è passata e forse, a settembre, ne arriverà già un'altra.