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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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«Premiate le allenze credibili. Ora allargare dal basso la Fds»

 
Comitato politico Prc Ventata di ottimismo: «Non siamo in via di estinzione»

 

Stefano Galieni, www.liberazione.it


Anche la riunione del Comitato politico nazionale del Prc, ha risentito del clima positivo dei risultati elettorali. Due le relazioni introduttive, quella di Pegolo, che ha proposto una analisi accurata del voto e quella di Ferrero, più incentrata sulla fase e la proposta politica. Pegolo ha offerto elementi ulteriori rispetto a quelli proposti in direzione: la Lega è calata in 9 comuni su 11, a Milano si è spostata una quota di voto moderato su Pisapia, in molte realtà risaltano i successi dei candidati rispetto alle liste che li sostengono, segno della tendenza alla delega. Interessante poi la competizione nelle forze progressiste: se il Pd cresce di 39 mila voti, per FdS+Sel in più ce ne sono 48 mila. Una spinta a sinistra che dimostra l'inefficacia della corsa al centro. Necessaria poi una riflessione sul successo dell'antipolitica dei grillini.
Per Pegolo, l'aver scelto di non andare a prescindere ad una alleanza organica ovunque col Pd si è rivelata premiante per la FdS. Per Ferrero, il risultato è maggiore delle aspettative anche perché nel tessuto dei militanti si era diffuso un tasso di pessimismo enorme favorito da oscuramento e sondaggi falsati. Nel ringraziare il lavoro delle compagne e dei compagni che si sono spesi, ha invitato, nelle realtà in cui non c'è stato un ottimo risultato, a non cercare capri espiatori ma i nodi politici e a ricostruire un clima di condivisione: «Ora è mutata l'immagine che si ha di noi e che avevamo introiettato - ha affermato - Possiamo dire la nostra non come specie in via di estinzione». Il segretario si è soffermato sulla crisi organica del centro destra che toglie spazi di mediazione fra Bossi e Berlusconi. Si dimostra che possono vincere candidati di sinistra, che si possono costruire alleanze con IdV, partito in crisi, mentre Sel si è dimostrata più refrattaria e per certi versi settaria verso la Federazione. «Di fatto Sel cresce ma meno di quello che si aspettava - ha ribadito - anche perché la narrazione di Vendola esiste a livello nazionale e non sui territori. Ma fallito il progetto di risolvere per via elettorale il tema dell'unità della sinistra - la distanza fa FdS e Sel non è enorme - il progetto di Vendola esce rafforzato dalle urne». E se rispetto a Grillo ha riproposto il gap fra un domanda sociale giusta e una risposta sbagliata, le città in cui questo progetto è esploso, spesso governate dal centro sinistra, debbono divenire punto di intervento.
Ferrero ha poi parlato del buon risultato dello sciopero del 6 maggio, della criticità dello scontro nel mondo del lavoro - il "caso Bertone", dove gli operai non potevano fare altro che subire -, del contesto europeo, con il rating italiano che viene calato e gli almeno 20 miliardi di tagli alla spesa sociale che si prospettano per il 2013. Una parte della relazione, ripresa da molti interventi, è stata dedicata al congresso dell'Anpi, che è partito, anche per pressioni del Pd, su basi di vero e proprio revisionismo storico e, grazie soprattutto al lavoro di compagni come Bianca Bracci Torsi e Saverio Ferrari, si è invece trasformato in un punto di avanzamento di analisi e di attualità dell'antifascismo, molto importante soprattutto per settori giovanili. «La resistenza e l'antifascismo - ha ripreso Ferrero - costituiscono il mito fondante su cui basare un immaginario collettivo diffuso».
C'è insomma per la Fds la possibilità di poter tornare a fare politica più di prima, una possibilità di sopravvivenza non garantita dalle elezioni. Il rischio della costruzione di un polo escludente Pd IdV e Sel permane, va impedito valorizzando le relazioni costruite nei territori, spendendosi ovunque nei ballottaggi, e lavorando duro sui referendum. L'allargamento dal basso della FdS, deve per Ferrero procedere di pari passo con con la ricerca di una unità a sinistra e sul progetto del fronte democratico per cacciare Berlusconi. La FdS non deve farsi mettere all'angolo ma determinare cambiamenti concreti; per questo Ferrero ha formalizzato che proporrà agli organismi dirigenti della Federazione di lanciare l'idea di gruppi comuni della sinistra nei territori in cui si è votato.
Dal giorno successivo ai referendum devono poi partire le campagne sociali proposte dalla Federazione che devono entrare nella testa delle persone come elemento di vertenzialità e di soluzione, da sinistra, della crisi. Contemporaneamente dovrà iniziare il percorso che porterà in autunno Rifondazione Comunista al congresso, un congresso che per il segretario deve essere unitario, non di conta sui gruppi dirigenti e che deve vedere al centro il progetto della Rifondazione. In vista del congresso si dovrebbero tenere due convegni, uno sull'attualità del comunismo nella crisi della globalizzazione e l'altro sulla riorganizzazione territoriale e centrale del partito. E poi due seminari specifici di analisi, uno sulla Lega e uno sul fenomeno Grillo.
Un lungo applauso ha poi salutato il ritorno al Cpn del compagno Citto Maselli. Ad aprire gli interventi Fucito, da Napoli, incoraggiato dal risultato partenopeo nonostante di solito il voto comunale risulti per forze come il Prc ostile e aggressivo, ha posto l'accento sull'enorme astenzionismo, sul discredito che pagano i partiti, e sulla necessità di lanciare una forte offensiva unitaria partendo da dentro la FdS. Dal Toso, invece ha fatto una disamina del voto milanese, h parlato del peso dei comitati civici e delle categorie che hanno sostenuto Pisapia, notando come si sia riaffermato il voto popolare. Secondo Miniati bisogna assecondare questo nuovo vento, valorizzando il fatto che le coalizioni credibili hanno rotto il meccanismo del voto utile e scalfito il bipolarismo. In un contesto di lotte va però rivisto il sistema pattizio su cui si fonda la Federazione.
Giardiello se condivide le analisi sul voto tende a non enfatizzare il risultato. Ha ricostruito le ragioni dell'insuccesso a Torino, ha considerato affatto terminato il ciclo di lotte in Fiat, criticato il fronte democratico - il Pd non difende le fabbriche, i diritti civili, è con la guerra - e ha chiesto un rilancio del Prc come partito di classe in una federazione che ha senso solo se "cartello di classe", invitando a non sprecare la generosità dei compagni che si sono spesi. Magri, da Reggio Emilia, ha ricordato del successo referendario in Sardegna, criticato i tempi della FdS e ha chiesto unità nella chiarezza auspicando una sintesi comune Prc PdCI. D'Alessandro, ha incentrato i suoi minuti sul laboratorio politico napoletano, sui tanti indipendenti presenti in lista con la Federazione, sul fenomeno di popolo che si è creato e ha poi ricostruito l'intero percorso che ha portato al risultato.
Barbarossa ha insistito sul nesso fra politica e vita ricordando del professore che ha dimenticato in automobile la figlia causandone la morte - a una donna non sarebbe accaduto - ha parlato di una intelligenza diffusa e di una indignazione che si respira nei territori e ha chiesto discontinuità nelle relazioni con i movimenti, in un ripensamento teorico e culturale, nella critica dell'affidamento al capo e ha criticato la scelta di chi nella Cgil, non ha votato una mozione contro la guerra. Per Patta è cambiata una fase soprattutto se a Milano la destra perde perché questa è la metafora di uno scontro generale, per Cristiano si dimostra come si possa sconfiggere Berlusconi sulla politica e non sulle inchieste, secondo Forenza, non si è autoavverata la profezia anche grazie all'autunno di lotte di studenti, precari e lavoratori, Steri è tornato sulla necessità di contrastare con ogni mezzo l'oscuramento mediatico della Fds verificando anche se sussistano elementi legali per denunciarlo.Russo Spena ha evocato l'urgenza di una sinistra anticapitalista partendo dallo spirito plurale immesso dentro e vicino la federazione e ha richiamato alla necessità di una altra idea di organizzare la società, da ultima Rinaldi - il cpn è poi proseguito in serata - ha ricordato come stare nelle lotte fa esistere malgrado non si stia in tv.
Fallite le due Opa, quella di Vendola sul Pd e quella di Bossi sul Pdl, il voto si trova liberato. Sta ora anche alla federazione recuperare il ritardo dei territori anche valorizzando esperienze nuove come quelle di Cosenza.

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