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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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PRC Veneto: speculatori, armigeri, politicanti: il buon affare del TAV

 
In questi giorni la rivolta popolare contro il progetto di Alta Velocità TAV in Val di Susa, ha riportato con grande risonanza a livello nazionale una vicenda che molti avevano l’interesse a considerare “locale”. Armati di tutto punto poliziotti e armigeri dei diversi corpi dello Stato, hanno ben dimostrato cosa significa la prerogativa esclusiva loro concessa all’uso legittimo della violenza: candelotti sparati ad altezza di persona, con lo scopo di ferire gravemente e con il rischio calcolato di uccidere; cariche a persone inermi e pacifiche; squadre in azione autorizzate all’uso creativo della violenza (tirare dai cavalcavia sui dimostranti: pietre, oggetti in metallo, ecc…). Dall’altra parte oltre 70.000 manifestanti pacifici, la stragrande maggioranza della popolazione della Valle, moltissimi sindaci. Da una parte blindati, gipponi, scavatrici e ruspe usate per spazzare via i presidi popolari, dall’altra molti giovani decisi a riconquistarli. Volano anche pietre e molti altri oggetti, tutti forniti da madre natura. Azioni premeditate, dice il ministro Maroni, illegali, organizzate da gruppi “terroristici” e dai famigerati “Black Block”. Ma a parlare con le famigliole che manifestano, madri, bambini, nonne, contro la TAV, pare vi sia un altro punto di vista sulla legalità violata. Come dare loro torto. Come si può definire la scelta da parte del Governo di imporre mano militare una scelta che rappresenta gli interessi di una minoranza estremamente esigua di affaristi e di reggi coda politicanti, contro il volere dell’intera popolazione? Non è questa una torsione democratica che sancisce (per chi ancora non si fosse convinto) che nel nostro paese il processo autoritario, va di pari passo con l’arroganza e lo strapotere delle cordate finanziarie e imprenditoriali, spesso trasversali al panorama parlamentare attuale?

Da parte nostra proviamo sincero conforto nel sentire dal movimento popolare contro la Tav, voci convinte sul “clima nuovo che si respira”, “cambia il vento”, che cresce la convinzione sulla forza della “mobilitazione per i beni comuni”. Anche se dopo domenica l’impressione immediata è invece quella di una “brutta aria” ben nota: trasformare il confronto sulla TAV in uno scontro militare, in questione di ordine pubblico e quindi di criminalizzazione dei movimenti. Dopo domenica la parola d’ordine dei sostenitori della “grande opera” è demonizzare, parlare delle fionde dei Black Block, costruire una “santa alleanza” per isolare i politici (pochi) che stanno dalla parte delle popolazioni. Insomma: non avendo argomentazioni convincenti per sostenere il progetto dell’Alta Velocità, meglio spostare l’attenzione su altri aspetti. Ed invece il movimento NO TAV insiste e noi con loro Il progetto TAV in Val di Susa è inutile, devasterà il territorio, non porterà beneficio alcuno alle popolazioni che li vivono e lavorano, sarà irrilevante per l’economia del nostro paese. Servirà solamente a dare una enorme quantità di denaro pubblico ai privati. Si parla di 22 miliardi di euro, di cui solamente tre stanziati dall’Europa. Quindi 19 miliardi di euro stanziati per una linea ferroviaria destinata ad essere realizzata tra vent’anni, con costi che saranno lievitati a dismisura. Un insulto per coloro che si vedranno nei prossimi mesi tagliare le pensioni, che dovranno pagare i ticket per la sanità, che avranno il servizio scolastico allo sfascio e i salari bloccati. La TAV si dice, dovrebbe servire prevalentemente per il trasporto di merci. Ma è evidente che è una balla. A poche centinaia di metri corre la linea ferroviaria che già oggi prevalentemente fa girare le merci in Val di Susa. Ogni anno la linea esistente trasporta circa 2 milioni di tonnellate di merci, a fronte di un potenziale di trasporto di oltre 20 milioni di tonnellate. La sistemazione ed il potenziamento di questa linea sarebbe enormemente meno costosa, non produrrebbe nessuna ulteriore devastazione ambientale, potrebbe – stando a studi dell’Università di Milano – assorbire anche tutto il traffico merci che oggi su quel tratto corre via gomma. Ed è qui che il nostro pensiero si sposta sul progetto di TAV presentato per il tratto Venezia/Trieste. Anche qui un progetto che devasterà interi territori, alla faccia dei vincoli ambientali, dei parchi regionali, dei siti archeologici di rilevanza internazionale: tunnel in aree a rischio idrogeologico, km di muraglie di cemento armato alte oltre 15 metri. Anche qui un progetto inutile, che dati alla mano (quelli forniti dalle stesse ferrovie) non servirebbe a nessuno. Le indagini fatte dicono che la percorrenza media dei passeggeri e calcolata sui 30/35 km per spostamento. La TAV quindi per il trasporto merci? A vedere l’interporto di Cervignano così desolatamente vuoto, lo scambio ruota rotaia non pare funzionare granché. Mentre la realizzazione della terza corsia sulla tratta Venezia Trieste dell’autostrada la dice lunga su dove viaggeranno le merci. Inutile ripetere che anche in questa tratta esiste una linea ferroviaria che andrebbe potenziata e ammodernata, sulla quale ogni giorno migliaia di pendolari attendono treni sporchi, perennemente in ritardo, in stazioni automatizzate spesso degradate.Anche qui le popolazioni hanno già dimostrato la loro totale opposizione alla TAV e molte amministrazioni si sono espresse contro il progetto. Per ora arriverà il Commissario di governo per far partire il progetto. Si tratta di un nome noto: Bortolo Mainardi, ex deputato socialista “autonomista e craxiano”, già commissario straordinario delle infrastrutture del Nordest ai tempi del ministro Lunardi, attuale consigliere d'amministrazione dell'Anas, uomo gradito al Ministro Giulio Tremonti. Prima di lui erano “arrivati” gli uomini della Confindustria, ricordandoci a tutti che si tratta di una opera strategica per l’economia veneta. L’economia di chi? Utile a cosa? La TAV efficace ad un modello produttivo molecolare, il modello delle 15 zone industriali per Comune? Siamo curiosi di vedere se il tracciato TAV porterà le merci deviando per il distretto della scarpa a Montebelluna, o alle occhialerie del bellunesi, o alle metalmeccaniche dell’alto vicentino, oppure se si farà una stazione sull’area della Sirma a Porto Marghera. Arriveranno anche nelle nostre terre migliaia di poliziotti in assetto da guerra per imporre, contro il diritto all’autodeterminazione delle popolazioni, il volere del Ministro federalista Maroni?

Renato Cardazzo segretario regionale PRC Veneto

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