Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
L'AIM per risparmiare da qualche giorno non usufruisce più del servizio delle Poste Italiane dove c'è ancora una sorta di tutela dei lavoratori, ma per recapitare le bollette e le sue comunicazioni si rivolge alla HibriPost un consorzio postale di agenzie private che assume lavoratori a progetto per recapitare la posta. Tra i vari servizi, c'è la posta certificata, che certifica il luogo e la data della consegna, tramite terminale che gli operatori si portano a presso. E' da chiedersi se questo sia controllo della posta o controllo dell'operato dei lavoratori, o meglio se la posta è effettivamente recapitata. Da quanto risulta per legge il lavoratore non può essere spiato nello svolgere il suo lavoro. La cassazione infatti con sentenza 15892/2007 chiarisce che è vietato spiare i lavoratori con mezzi tecnologici durante il loro operato, poiché la prassi finirebbe per violare la forma di tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore. Inoltre la L. 300 conosciuta come Statuto dei Lavoratori, vieta al datore di lavoro l'installazione e l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per controllare a distanza l'attività dei propri dipendenti. Un esempio di quanto appena affermato è dato da una sentenza del 20010 della Corte di Cassazione Penale (la n.20722 del 1/06/2010), secondo la quale il divieto posto dallo Statuto dei Lavoratori è finalizzato alla tutela della riservatezza e della libertà degli stessi nello svolgimento e nell'adempimento della propria attività. Essendo i lavoratori a Progetto, da considerarsi dipendenti dell'azienda con un contratto su progetto, ma lavoratori della stessa a tutti gli effetti, non sono esclusi dalla normativa nazionale. Il contratto a Progetto non deve essere una escamotage per ledere i diritti dei lavoratori.
Il consorzio svolgerà quindi, un'attività rispettosa della L. 261/99 sul servizio postale, ma non certo nel rispetto dei propri dipendenti anche se assunti a progetto, che sfrutta e controlla illegalmente. Purtroppo gli operatori impiegati in tali dite non sono in grado di potersi ribellare, poiché minacciati di risoluzione di contratto e non assistiti da associazioni di categoria che spesso non sanno come trattare determinati casi atipici.
E' da chiedersi se tutto questo è lecito? Dove sono i sindacati che li dovrebbero tutelare? E l'AIM sa e/o preferisce non sapere, su come è gestito l'incarico e del controllo che il consorzio cui ha appaltato il suo servizio, fa sui lavoratori?
Irene Rui