Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
(editoriale Liberazione di oggi)
Pochi giorni fa abbiamo assistito alla crisi del governo Berlusconi e all’annuncio delle sue dimissioni. Si tratta di un passaggio che avevamo a lungo perseguito e che abbiamo festeggiato. Una
epoca si chiude e questa fine è segnata non solo dalle dimissioni di Berlusconi ma dalla evidente crisi politica della destra berlusconiana. L’aggregazione che Berlusconi aveva cementato è in
corso di sfaldamento. Questo passaggio rappresenta un punto decisivo della vicenda politica italiana e per milioni di cittadini italiani che in questi anni hanno lottato contro il governo, un
elemento di grandissima soddisfazione.
Di fronte a questa crisi la strada maestra è rappresentata dalle elezioni immediate. Per due ordini di motivi. In primo luogo perché dopo la situazione putrescente determinata dal governo
Berlusconi e dalla sua crisi, è necessario un bagno rigeneratore per la democrazia. La democrazia la si vivifica in un modo solo e cioè facendola funzionare, restituendo la parola al popolo. In
secondo luogo perché la nostra proposta di costruire un fronte democratico tra le forze della sinistra e del centro sinistra è la strada attraverso cui è possibile battere definitivamente queste
destre ma anche configurare il quadro politico più avanzato nelle condizioni date. Non un quadro di alternativa – lo abbiamo ripetuto fino alla noia – ma certo il quadro politico migliore per la
democrazia e per le classi popolari.
Al contrario il Presidente della Repubblica e larga parte del quadro politico stanno indirizzando la crisi politica in un’altra direzione, quella del governo istituzionale affidato a Monti,
tecnocrate di provata fede liberista. Noi siamo fermamente contrari a questa proposta per due ordini di motivi: determinerebbe un governo che risponde ai dictat Europei e Confindustriali, non
certo alle necessità del popolo italiano. Un governo cioè fedele esecutore delle direttive europee che non farebbe altro che avvicinare la situazione italiana a quella greca: recessione,
politiche antisociali, privatizzazioni a tutto spiano, nessuna lotta alla speculazione finanziaria. In secondo luogo permetterebbe alle destre populiste – a partire dalla Lega – di rifarsi una
verginità rispetto ai disastrosi anni del loro governo e di ricostruire consenso popolare. Un vero disastro.
In questo contesto noi proponiamo a tutte le forze che si opporranno a questo governo tecnocratico di dar vita ad un patto di consultazione permanente, al fine di condurre con la maggiore
efficacia possibile l’opposizione sociale e politica allo stesso.