Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Le donne del Presidio No Dal Molin, sono andate nel pomeriggio dell’8 marzo davanti all’Army Contracting - Agency-Regional Contracting Office di Lerino a Vicenza, e hanno denunciato che questo è il centro operativo del progetto per trasformare Vicenza nella più grande base militare europea. All’avvio del progetto della nuova Base il sito è stato rinnovato e ampliato con nuovi capannoni e uffici di progettazione. Nel complesso vi lavorano tecnici e ingegneri, che seguono gli appalti dell’Africom; qui è stata commissionata la VINCA (Valutazione di Incidenza Ambientale) per realizzare la nuova Base USA, VINCA, che pur essendo già lacunosa, è stata completamente disattesa. Il complesso non risulta militare, anche se lo è, e si cella dietro alla disinformazione, menzogne, imposizioni, e interessi legati al medesimo insediamento militare nel territorio vicentino. Le cinquanta donne sono rimaste fisse davanti al cancello, in modo pacifico e senza ostruire il transito dei mezzi, chiedendo ripetitivamente che volevano parlare con il responsabile tecnico per porre quattro semplici domande che riguardavano che cos’è depositato nei capannoni, che rapporti ci sono con la nuova Base, che servizio è fornito dalla ditta. Le donne esibivano uno striscione in cui si manifestava la solidarietà con le donne afgane. Durante il sit-in per il cancello transitavano mezzi con marines, a conferma che è un sito militare occulto.
All’arrivo delle donne, che sono entrate nel sito dell’Africom, le guardie private hanno iniziato ad agitarsi e hanno chiamato le forze dell’ordine, le quali hanno chiesto a tutte i documenti. Nel frattempo, disattivato il cancello automatico, tentavano vanamente di chiuderlo, malgrado la presenza delle donne.
Il sit-in si è sciolto alla promessa che ci sarebbe stato un incontro a breve con il Colonnello Magiani, responsabile italiano dell’Ederle.