Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Un'ora di faccia a faccia tra Rc e monsignor Pizziol sul tema delle coppie di fatto. E sui gay: «Sono anche loro creature di Dio» GIULIANO EZZELINI STORTI
Il comunista che “mangiava i bambini” seduto nella sala dell'Episcopio nel Vescovado davanti al monsignore; alla fine l'ateo e il religioso si stringeranno la mano. In un'ora di confronto spazzate via le etichette di “mangiapreti” e gli slogan sessantottini contro il clero che sanno di era mesozoica di fronte ad una società che cambia alla velocità della luce. Varcare la porta della Curia per Rifondazione è stato come infrangere per sempre un tabù culturale, merito di un'apertura del vescovo Pizziol nei confronti di un partito sul tema del riconoscimento delle famiglie anagrafiche voluto dal sindaco Variati. Una settimana fa Rc aveva chiesto un confronto con Pizziol e ieri il partito della falce e martello è stato accontentato. IL BARBA. Il barba Giuliano Ezzelini Storti, segretario di Rc che discute con il vescovo del dialogo, Beniamino Pizziol, di diritti, Costituzione, lavoro e disoccupazione giovanile, è la rappresentazione di due poli che si attraggono con la forza delle parole. Un'ora di faccia a faccia senza nemmeno il tempo di un caffè, per chiudere poi con una stretta di mano e una nota congiunta firmata dal comunista e dal capo della Chiesa vicentina, valgono il Nobel del buonsenso. Certo, cose che fanno ricordare don Camillo e Peppone, ma quella caricatura non basta più a spiegare quello che è successo ieri mattina in Curia. E che avrà effetti in tutta la politica vicentina. L'incontro tra Pizziol, Ezzelini Storti e il segretario dei Giovani Comunisti, Cosimo Bruzzo, si è chiuso con l'augurio che il confronto iniziato possa continuare. Del resto le parole concordate ieri da entrambe le parti sono chiare: «In un clima di sereno ascolto e di schietto dialogo - si legge nella nota congiunta - si è manifestata reciprocamente la volontà di aprire un confronto continuativo sui temi sociali che – pur nella diversità delle posizioni – stanno a cuore a entrambe le parti». E poi la “stoccata” alla politica locale in riferimento al tema della famiglia anagrafica. «La preoccupazione comune è infine risultata quella che tali questioni, che meriterebbero di essere affrontate con serenità e obiettività in vista del bene comune, vengano - come spesso accade - strumentalizzate per altri fini, più legati ad interessi particolari o “di bottega”». POSIZIONE. Un riferimento chiaro alle prese di posizione di tutti i partiti sul sostegno del sindaco alla proposta dell'anagrafe. «Mirate - come ha spiegato Ezzelini Storti dopo l'incontro - a creare le squadre del pro e contro. Con il vescovo invece siamo impegnati a trovare la mediazione più alta su questi temi che interessano migliaia di vicentini. Vanno colte le aperture che Pizziol ha fatto anche con noi. Non possiamo rimanere indifferenti quando afferma che gli omosessuali non vanno discriminati perchè sono anch'esse creature di Dio. Il resto lo deve fare la vera politica che però sembra assente, posso solo constatare che è più facile discutere con il vescovo che con gli altri segretari di partito». La soddisfazione per l'esito dell'incontro arriva anche dagli ambienti della Curia. È il portavoce del vescovo, don Alessio Graziani ad affermare che l'impressione è stata positiva: «Abbiamo colto un atteggiamento di vero dialogo, ho trovato delle persone sincere nelle intenzioni. Pur nella distanza tra le parti abbiamo avuto un confronto positivo». Resta il fatto che dopo le polemiche, le prese di posizione, gli scontri anche dentro gli stessi partiti, i primi a volersi confrontare con il vescovo sono stati i comunisti che con un tunnel simultaneo a Pd e Pdl sono riusciti ad entrare in Curia. «La nostra è stata una provocazione e i primi ad essere sorpresi dell'invito del vescovo siamo stati noi. Che ci posso fare se gli altri partiti sono fermi?».
Eugenio Marzotto da "Il Giornale di Vicenza" del 4 marzo 2012