Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Checchino Antonini, Liberazione, 18 febbraio 2011
Partiamo da Genova. «Non ho mai creduto alle Sante Alleanze». Haidi Giuliani rimanda al mittente l'idea di Nichi Vendola di un governo di scopo che comprenda tutte le opposizioni, compreso il
partito dell'attuale presidente della Camera».
«Sul mio blog ho messo una vignetta del Vernacoliere e può funzionare da commento». Giuliano Giuliani rimanda a un disegno dove un disinvolto Fini è appoggiato alla lapide che ricorda Carlo e
declama che «La destra è senso dello stato, etica pubblica e senso delle istituzioni». «Ma se non si è mai espresso nemmeno sulle condanne e sui processi di Genova, è una proposta indecente»,
commenta Enrica Bartesaghi, presidente del comitato Verità e giustizia per Genova. Sua figlia, prima di scomparire a Bolzaneto fu pestata alla Diaz. Non ci vuole la memoria dell'elefante per
ricordarsi che l'attuale presidente della Camera, nel luglio 2001, era nella sala operativa dei carabinieri di Genova quando alcuni di loro attaccarono illegittimamente un corteo regolarmente
autorizzato e uno di loro, che non subirà alcun processo, mise fine alla vita di Carlo Giuliani. Uno dei giornali più vendoliani del momento ha commentato ieri che, più che baciare il rospo -
sport particolarmente caro al governatore delle Puglie fin dai tempi del governo Dini - stavolta l'ha proprio ingoiato. Anche Giuliano è piuttosto netto: «Quando Fini chiederà scusa allora ne
potremo parlare». Vero è, per il padre di Carlo, che «uno con quei soldi e con quello che gli gira nel cervello può davvero fare danni. Può assoldare stallieri». Ce l'ha con Berlusconi "in sé".
«I danni del berlusconismo li ha fatti anche Fini ma ormai siamo al capolinea, bisogna allargare la coalizione», dice uno stranamente possibilista Andrea Gallo, il prete partigiano che subito
rettifica e fa appello a chi deve continuare ad «agitarsi».
Ma davvero in nome di questo si può fare un'alleanza con l'autore della peggiori leggi possibili sulle tossicodipendenze e contro i migranti e, nell'anno del decennale del 2001, con chi ebbe quel
ruolo nelle faccende del G8? «Non ci siamo ancora chiesti la questione delle alleanze», dicono al centro sociale genovese Zapata interno al percorso di Uniticontrolacrisi
. Ma l'interlocutore di Liberazione non nasconde la sua contrarietà all'idea di baciarlo anche lui quel rospo. E a Genova potrebbe non essere l'unico problema di Nichi. Spiega Domenico Chionetti
della comunità di S.Benedetto al Porto: «Sono restato molto perplesso dal fatto che, nel dibattito mediatico che ha accompagnato il suo arrivo trionfale a Genova (centinaia di persone lo hanno
atteso alla Sala della Chiamata del porto, ndr) di fatto Vendola ha sancito la ricandidatura di Marta Vincenzi ma alla Chiamata non c'è stato alcun cenno di questo».
Gianni Rinaldini, uno dei promotori di Uniticontrolacrisi, coordinatore dell'area programmatica della minoranza Cgil, semplicemente pensa che «non ha senso, proprio non la capisco, non mi pare
che si stia delineando la crisi parlamentare del governo». «Io ti dico non sono d'accordo - dice anche Luca Casarini, dei centri sociali del Nordest - è un errore anche preoccupante, ne stiamo
parlando in rete, è una cosa che diverge dal primo Vendola. E' evidente che se prima c'era interesse per il suo intervento sulla crisi della rappresentanza, questo rientro nelle tattiche dei
partiti sembra un deja vu. Pazzesco che quest'idea venga giocata lontano dalle elezioni. Sembra che il problema di Berlusconi sia legato alla persona. Ma io non temo Berlusconi in sé quanto
Berlusconi in me! Allora dobbiamo chiederci quanto berlusconismo c'è dentro il Pd, quanto giustizialismo nell'Idv, oltre alla quantità di fascismo presente nel partito di Fini. Sconfiggere
Berlusconi è un problema culturale, lo sparigliamento delle carte si fa con nuove idee non con il moralismo patriottico che nasconde i vizi mentre B. li spettacolarizza, li rende virtù. Ma
nessuno li attacca quei vizi. La Santa Alleanza è la negazione dell'alternativa, della nuova narrazione. Fa il paio con le avances di Bersani alla Lega proprio mentre riesplode la questione degli
sbarchi».
Vendola, il giorno dopo, enfatizza solo la seconda parte della sua proposta, concentrandosi sul nome di Rosy Bindi per guidare l'Union sacrée, finimunita. E dice che quel nome avrebbe un consenso
«entusiasmante». Ma il Pd reagisce con fastidio, seppure con diversi accenti tra le sue tante anime e con Sel si registrano crepe anche in Lombardia con Penati più attento ad aprire alla Lega e
pronto a bollare Vendola per «non aver capito niente del Nord». Anche nel partito del governatore ci sarebbe parecchia perplessità sulla sortita del leader ma la dichiarazione di Gennaro Migliore
è quasi "palindroma": «Non sono d'accordo con una santa alleanza che abbia la durata di una legislatura, ma si faccia se c'è un'emergenza democratica. Se il Pd vuole fare un'alleanza con il terzo
polo a noi non interessa a livello programmatico, a meno che non ci sia un'emergenza».