Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
“Il Manifesto” di oggi (ndr 28 dicembre) in prima pagina intitola un suo articolo riguardante la crisi di “Liberazione”, in questo modo: “Rifondazione condanna a morte “Liberazione””.
Non stiamo a discutere sul comunicato stesso, che rispecchia quello inviato dagli organi sindacali, ma sul fatto che si usi ancora una volta una notizia per denigrare politicamente Rifondazione, quando ben conosciamo i presupposti della penosa decisione, visto che non ci sono le disponibilità economiche e/o patrimoniali, tali da essere un contraltare per finanziamenti bancari. Un atteggiamento che non ci aspettavamo da dei compagni, anzi pensavamo che visto l'annuncio di una decina di giorni fa, che ci fosse una presa di posizione di solidarietà, ma fino all'altro giorno non una parola sul vostro Natale o sulla questione riguardante la crisi di “Liberazione” ed altre testate, anzi hanno pensato a lanciare una campagna di sottoscrizione cospicua come da prassi per “Il Manifesto”. D'altronde loro hanno chi li finanzia (anche nostri compagni che preferiscono “Il Manifesto” a “Liberazione”) che ha la disponibilità di acquistare il quotidiano anche a 50,00 euro per copia. Noi no, noi ci dobbiamo barcamenare con quei quattro preziosi spiccioli, che i compagni possono con cuore spendere. Il nostro è un giornale proletario, mentre gli altri sono borghesi, ma questo non importa anche se fa differenza.
Con la scomparsa (speriamo momentanea) di “Liberazione”, se ne va la voce del popolo, dei movimenti e dei compagni, se ne va anche la voce del nostro partito, il quale auspichiamo riesca a breve trovare una soluzione per ridarci questa voce. Ci sentiremmo orfani, poiché “Il Manifesto” (da noi anche acquistato) per quanto di sinistra, non è così obbiettivo e pende verso un moderatismo borghese.
Con “Liberazione” se ne vanno anche altre testate più o meno condivisibili, se ne va la libertà di informazione e oppinione, se ne va la democrazia. Ci sembra di rivivere il periodo storico del ventennio fascista, dove le testate scomode erano chiuse. Si usano oggi metodi diversi e forse più incisivi per i risultati, quella della chiusura dei finanziamenti. Con il fatto che all'epoca costava forse meno fare una testata, anche perché bastava un foglio, oggi nella società del futuro i costi sono diversi sia umani, sia materiali.
Irene Rui e Guido Zentile, segretario Circolo PRC-FdS “Carlo Giuliani” Vicenza Nord-est