Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Stimatissimo Assessore,
Stimatissimi dirigenti,
intendiamo segnalare alcuni aspetti finora ignorati nel dibattito che si sta sviluppando anche sui media locali rispetto al
nuovo piano territoriale scolastico per l’anno scolastico 2010-2011 da Voi sottoscritto senza aver prima consultato i rispettivi organi collegiali.
Innanzitutto, il fatto che i consigli d’Istituto delle scuole primarie siano chiamati ad esprimersi solo oggi, a cose fatte, rappresenta per noi un fatto riprovevole, certamente in contraddizione
con l’obiettivo di promuovere la partecipazione democratica di tutte le componenti della scuola, stabilito dalla legge di istituzione degli organi collegiali.
Ma ciò che più ci preme sottolineare è che nelle note delle domande di iscrizione inviate ai genitori si legge:
“Per ciascuna classe prima è stabilita una composizione massima di alunni sranieri pari al 30% come previsto nel Piano Territoriale Scolastico, superata tale soglia verrà indicato il
trasferimento ad altra classe o Scuola; analogo criterio verrà adottato per gli alunni che risiedono nelle Strutture di Assistenza per minori e nei campi nomadi autorizzati.
Ricordiamo che lo scorso anno l’ assessorato all’istruzione del Comune di Vicenza si è fatto promotore del tetto del 30% di
alunni stranieri per ogni classe e che tale criterio è stato prontamente accolto e fatto proprio dal ministro Gelmini che lo ha esteso per il corrente anno scolastico, attraverso una circolare, a
tutte le scuole del Paese.
La questione quindi ha assunto una rilevanza nazionale, ma questo fatto non rappresenta per noi un motivo di orgoglio, ci induce piuttosto ad una riflessione e ad assumerci la responsabilità di
intervenire pubblicamente per il nostro ruolo di educatori e genitori di alunni della scuola statale.
In particolare, vogliamo spiegare perché non abbiamo condiviso e non condividiamo la scelta dell’introduzione del tetto
del 30 % di alunni stranieri per ogni classe, oggi pericolosamente allargata alle due nuove categorie:
alunni che risiedono nelle Strutture di Assistenza per minori e nei campi nomadi autorizzati.
Riteniamo che questa sia una misura discriminatoria e razzista che ignora l’attività di generazioni di operatori della scuola
che per decenni hanno speso la loro passione civile nella cura del diverso, del debole, dello svantaggiato e sentiamo la necessità di porre l’attenzione su come la moderna Pedagogia
interculturale (anche citata sul sito del Comune, da Lei Assessore) individui la Scuola come punto d’incontro privilegiato tra identità culturali diverse attraverso il riconoscimento
dell’alterità, il confronto e lo scambio tra mondi culturali dominanti e minoritari che si incontrano ed imparano a conoscersi.La presenza di bambini portatori di culture diverse, provenienti da
classi sociali diverse, con situazioni familiari ed esperienze diverse, rappresenta per noi la ricchezza della scuola pubblica, cioè della scuola di tutti.
Non possiamo accettare l’introduzione di categorie quali quella degli stranieri, dei nomadi, degli alunni con disagio sociale, e che i bambini vengano così etichettati da qualcuno per farne
oggetto di calcoli e limiti numerici imposti dall’alto. Ritenete che sia formativo per un bambino sapere che non può far parte di quella classe o di quella scuola perché è compreso in quel 30%
che non può essere superato? Pensate che favorisca l’integrazione spiegarlo ai suoi genitori, che provengono da un Paese diverso, ma che vivono nel nostro?
Non credete che il problema sia unicamente legato al possesso della lingua italiana, e che questo dipenda dal tempo e dalle condizioni di permanenza nel nostro Paese più che dalla provenienza
geografica? per risolvere questo tipo di problema non sarebbe necessario aumentare gli interventi e le risorse a favore dell’integrazione?
In linea più generale, riteniamo fondamentale il ruolo che l’Amministrazione comunale può svolgere ai fini del miglioramento della società anche e soprattutto nell’ambito educativo, comprendendo
le istanze della collettività, indirizzandole su sentieri responsabili, non assecondando ma condannando con fermezza i rigurgiti razzisti e xenofobi che provengono dal ventre di una parte della
comunità, ignorante e manipolabile.
Per tutti questi motivi Vi chiediamo di ripensare all’indirizzo generale alla base di queste scelte ed un atto concreto: che al più presto sia resa pubblica una rettifica che cancelli la
nota riguardante il 30%.
Distinti saluti
Assemblea Difesa Scuola Pubblica di Vicenza
Vicenza,11 febbraio 2010