Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Cara "Liberazione",
la Lega Nord ha toccato il fondo della sua triste storia e persino il ministro Tremonti fa sapere, urbi et orbi, che così non va; l'atteggiamento della Lega verso i profughi sa di "spirito
nazi". E detta da uno come lui, che è un sostenitore di questa formazione da anni e anni, rivela una verità sacrosanta. Nel Veneto la Lega, ecco la notizia, non vuole i profughi, persino donne,
bambini fuggiti dalla guerra e dalla fame. Il suo spirito prevalente è quello della "Scuola Gentilini", la trevigiana, dove tuona con parole terrificanti il presidente della Provincia di Treviso,
Leonardo Muraro, sostenuto, nella sua corsa, dalla famigerata lista "Razza Piave". Ha scritto in un suo editoriale sul "Corriere del Veneto", Alessandro Russello, giorni fa, a proposito del
comportamento dei sindaci leghisti, della cosiddetta "base" e del Ponzio Pilato, governatore Luca Zaia: «Ha vinto la pancia, la farsa di Razza Piave (la cui lista-civetta è stata peraltro subito
cancellata da chi l'aveva ideata: la Lega) contro la razza umana». Parole di alto contenuto morale e politico su un giornale che si può definire "moderato". In un primo tempo Zaia aveva accettato
la linea Maroni; poi sotto l'incalzare delle orde razziste e xenofobe del suo partito, con in testa i sindaci leghisti, ha gettato la spugna e ha rinunciato all'incarico di commissario
straordinario per i profughi. Sotto il razzismo, niente, si potrebbe dire, parafrasando il titolo di un film. Zaia il grande comunicatore, il propagandista che è adorato da mass media e
televisioni, ha così dimostrato di valere niente come uomo di governo e di responsabilità. Ha accettato la logica di partito e dei suoi estremisti per timore di cadere in disgrazia. Per amore
della verità va però segnalata la posizione del sindaco di Verona Flavio Tosi che ha dichiarato ai media in maniera netta: «Io resto coerente. Chi fugge dalla guerra va accolto»; e fa propria
l'indicazione del governo nazionale di accoglienza dei profughi. Tosi poi ha aggiunto una considerazione condivisibile: «Paghiamo le nostre colpe per le bombe in Libia». Altrettanto importante la
posizione della presidente della Provincia di Venezia, Zaccariotto, sulle posizioni di Tosi. Ma sono, nella Lega, voci isolate.
Francesco Lusciano Chioggia (Ve)