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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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Le motivazioni della condanna del questore del G8 2001

Diaz, nessuna attenuante per Colucci: «Mentì per spirito di corpo»

Illustrazione dalla graphic novel di Christian Mirra per Guanda “Quella notte alla Diaz. Una cronaca del G8 a Genova”

«Colucci non merita in alcun modo le circostanze attenuanti generiche. E non le merita per la capacità criminosa specifica mostrata in quel contesto»: le motivazioni del giudice Massimo Deplano non risparmiano alcuna durezza a colui che fu questore a Genova ai tempi del G8, Francesco Colucci. E che mentì al tribunale per coprire le responsabilità del suo capo di allora, Gianni De Gennaro, sul blitz alla Diaz e, prima ancora, aveva rilasciato fantasiose dichiarazioni alla commissione di indagine parlamentare per spiegare perché, ad esempio, non s’era riusciti a scovare i black bloc. Ma lì non c’era l’obbligo, non era un’inchiesta dotata degli stessi poteri del tribunale, era la blanda commissione imposta dagli eventi ma depotenziata dal governo Berlusconi. Chi la guidò, un forzista di nome Bruno, ripeteva la litania agli ospiti illustri (quasi tutti saranno al banco degli imputati) che non erano obbligati a dire la verità come se testimoniassero a una corte.
Fatto sta che, anni dopo, Colucci finì dentro alcune intercettazioni e, per il giudice che lo ha condannato il 10 dicembre scorso a 2 anni e otto mesi per falsa testimonianza, avrebbe mentito perché tra la Costituzione su cui aveva giurato e il Corpo in cui era arruolato aveva scelto fedeltà al secondo.
Lo stesso maledetto e malinteso spirito di corpo che ispira i comportamenti di troppi imputati e testimoni in divisa. La pubblica accusa di questo processo è stata la medesima del processo Diaz, quel pm Enrico Zucca che, attaccando una requisitoria lunga parecchie udienze, disse che processare un poliziotto è duro come processare un uomo d’onore per via di quel muro di gomma omertoso che, quando c’è una divisa di mezzo, si chiama spirito di corpo.
Due anni e otto mesi di reclusione, Zucca ne aveva chiesti tre mentre Gianni De Gennaro è stato assolto in via definitiva il 22 novembre 2012 dall'accusa di averlo indotto a mentire durante quel processo. Colucci è stato riconosciuto colpevole di tre dei quattro punti che gli venivano contestati ma i suoi legali confidano in una vicenda analoga e per questo faranno ricorso.
Francesco Colucci, il 3 maggio 2007, sentito come teste, ha riferito circostanze non vere. Ha ritrattato, nello specifico, la dichiarazione ai pm sulla presenza di Roberto Sgalla alla Diaz nel 2001. Sgalla, che sbarrò la strada a deputati e avvocati dicendo che si trattasse di una «normale perquisizione» era il responsabile delle relazioni del Viminale con la stampa e sarebbe stato presente su ordine di De Gennaro. Inoltre Colucci aveva indicato come responsabile nell'operazione alla Diaz il collega Lorenzo Murgolo, la cui posizione era stata già archiviata, altra circostanza smentita dai testimoni. «Questa falsa dichiarazione - scrive il giudice - è in assoluto gravissima perché era gravissima nel momento e nella sede in cui la rese, ben consapevole e deciso di dire il falso su uno dei punti più contraddittori e complessi da accertare in quel processo». L'ex questore ha mentito quando sostenne di aver assistito personalmente ad una telefonata tra Mortola e un portavoce del Genoa Social Forum e sulle modalità di irruzione nella scuola Pascoli sede del centro stampa del Gsf. E’ stato assolto invece dall'accusa di aver cambiato versione su un punto ritenuto «indifferente per accertare la verità processuale sulla Diaz». In un primo tempo disse che fu il capo della polizia Gianni De Gennaro a chiedere al capo ufficio stampa di convocare i giornalisti davanti alla scuola, mentre successivamente sostenne che l'iniziativa fu sua (dello stesso Colucci). L'ex questore è stato condannato anche per aver mentito su altre due vicende: quando sostenne di aver assistito personalmente ad una telefonata tra Mortola e un portavoce del Genoa Social Forum, e poi sulle modalità di irruzione nella scuola Pascoli sede del centro stampa del Gsf. La lettura delle intercettazioni, per il giudice, «è esemplare nel far comprendere prima di tutto come un teste non dovrebbe prepararsi a rendere una testimonianza».

Checchino Antonini, www.liberazione.it
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