Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
La Fiat sta condizionando il voto del referendum sull'accordo per Mirafiori. A quanto riferiscono le agenzie di stampa, i lavoratori vengono convocati a gruppi dai "capi" che danno loro le indicazioni di come e cosa votare. Per fare queste "assemblee" l'azienda sospende la produzione per tutto il tempo necessario.
Questa prassi assolutamente anomala avviene nel silenzio e nella completa indifferenza dei sindacati firmatari dell'accordo che lasciano fare. Non si preoccupano se quella adottata dalla Fiat
è, palesemente, una maniera di ricatto condizionando il voto con la richiesta preventiva di cosa voteranno i lavoratori "convocati". Ma ormai questi sindacati hanno fatto una scelta di campo e
accettano tutto quello che vogliono Marchionne e soci. La realtà è sotto gli occhi di tutti.
Il referendum che inizierà domani tra i lavoratori è falso e illegittimo. Un voto condizionato e sotto ricatto (se non vince Marchionne i lavoratori perderanno il lavoro) non può essere libero.
La democrazia alla Fiat è sospesa.
Sul caso Fiat Berlusconi, dalla Germania ci fa sapere: "Noi riteniamo assolutamente positivo lo sviluppo che sta avendo la vicenda, con la possibilità di un accordo tra le forze sindacali e l'azienda nella direzione di una maggiore flessibilità dei rapporti di lavoro, una direzione molto positiva. Ove questo non dovesse accadere ovviamente le imprese e gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri paesi. Ci auguriamo che la vicenda possa avere un esito positivo". Da una persona servile nei confronti del nuovo "capo" Marchionne, non ci si potrebbe aspettare altro. Ma Berlusconi è il primo ministro, dovrebbe essere uno statista. E un vero statista avrebbe dovuto dire cose diverse e non giustificare gli imprenditori che scappano dall'Italia (con i soldi che spesso sono stati loro erogati come incentivi pubblici) perché non possono fare quello che vogliono. Un governo serio dovrebbe costringere la Fiat a trattare e non imporre la propria volontà. E dovrebbe anche avere un progetto industriale per il paese. Sapere cosa produrre, perché, come, fare innovazione di processo e di prodotto. In poche parole un governo serio dovrebbe governare lo sviluppo del paese. E contrastare le intollerabili arroganze di lorpadroni.
Con un governo come l'attuale e con un "grande manager" come Marchionne che non fa produrre nulla di innovativo e non riesce a vendere ciò che produce, il futuro del nostro paese è veramente a rischio. Giorgio Langella PdCI-FdS