Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
«Se guardi la televisione, sembra che l'Italia l'abbiano fatta
tutta loro, ma io e tanti altri abbiamo passato la nostra più bella gioventù a sparare». Bernardo Marchezzolo, vigili occhi azzurri, abita ad Altavilla. Nato il 25 aprile 1923, ama ripetere:
«Prima ho liberato mia mamma - spiega alludendo al parto - e poi l'Italia». Arruolato nel 1942 in artiglieria, partecipò alla campagna di Russia: furono più le settimane in tradotta che quelle
a combattere. Dopo l'8 settembre tornò ad Altavilla dove i fascisti cercarono di arrestarlo nel novembre del 1943. «Verso gli ultimi mesi del '43 ho cominciato la vita da partigiano. Mi sono
preparato un rifugio nei boschi di Altavilla, un posto vicino al paese ma molto ben nascosto». Rimasto solo per tre, quattro mesi, “Nenin”, questo il suo nome di battaglia, trovò poi un fidato
compagno in “Falco”, Aldo Bacco. «Con lui ho continuato le azioni di sabotaggio: tagliavamo i fili del telefono, facevamo saltare i binari del treno, aprivamo i vagoni, vuotavamo i barili di
carburante. Tutte azioni per rallentare i fascisti, senza mai uccidere nessuno». Nella primavera del 1944 i due si appoggiarono ad una brigata di partigiani comunisti comandata da Carlo Segato.
«Eravamo la Brigata Guastatori Argiuna», ricorda Nenin. In collegamento con un gruppo di partigiani di Villabalzana, che ricevevano i lanci di materiale dagli Alleati, andavano a piedi, di
notte, a prendere il tritolo per le loro azioni di sabotaggio. «Una volta - racconta Marchezzolo - volevamo far saltare un ponte. Il barile di esplosivo era sulla barca, ma abbiamo rinunciato.
Se avessimo ucciso uno solo di loro, sarebbero andati in paese a fare una strage».
Rivede la sua vita come un film: «Ho molte foto. All'inizio avevamo i moschetti da caccia, poi lo Sten e le pistole».
Per festeggiare il 25 aprile Marchezzolo, che è presidente della sezione di Altavilla dell'associazione Combattenti e reduci, ha pensato soprattutto ai giovani: oltre alla commemorazione di
domani a Valmarana, con la messa e il pranzo sociale, ci sarà un appuntamento anche il 30 aprile con i ragazzi delle scuole: alle 9.30 in piazza Libertà, davanti al municipio, alzabandiera, poi
messa e deposizione della corona d'alloro ai caduti.