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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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La Regione Veneto rispetti e faccia rispettare la legge: il servizio sanitario non puo’ essere trasformato in un supermercato per ricchi

 

 
petenoIl consigliere regionale Pietrangelo Pettenò (Federazione Sinistra  Veneta) interviene contro la decisione di costruire corsie preferenziali a pagamento nel servizio sanitario regionale.

Di seguito il testo dell'interrogazione regionale presentata:

 

 

 

Premesso che

In questa situazione pesante per lavoratori, giovani, pensionati segnata da una crisi senza precedenti e da una manovra economica del Governo che sta demolendo lo stato sociale, incrementando tasse, tariffe ticket misure, risultano oltremodo inaccettabili le scelte di molte aziende sanitarie del Veneto, in questi giorni stanno pubblicizzando dei “Pacchetti di controlli clinici a pagamento”, con cifre variabili da 5-600 euro a 2000 euro (ospedale di Vicenza);

chi se lo può permettere, può sottoporsi ad un check up, studiato “appositamente per chi vuole fare prevenzione e cioè accertamenti in tempi concentrati”; una nuova opportunità che viene proposta in nome dell’immancabile “diritto al privilegio” che renderà ancor più odiose le interminabili liste d’attesa e i sempre più onerosi ticket per la stragrande maggioranza dei cittadini;

ritenuto che

con l’alibi di dover recuperare risorse e “fare cassa” alla Regione Veneto e alle Aziende si apre una “autostrada” alla privatizzazione dei servizi sanitari, andando ben oltre alla privatizzazione delle strutture pubbliche, già oggi ampiamente messe a disposizione impropriamente della “libera professione”;

si introducono servizi a pagamento, si differenziano le tariffe, si apre il libero confronto di mercato, trasformando il servizio sanitario in un vero e proprio business, un supermarket della prestazione sanitaria, un bel regalo al mercato delle assicurazioni private;

considerato che

tali scelte andranno ad incrementare i tempi di attesa per coloro che non potranno accedere alle facilitazioni a pagamento, che la proprietà pubblica (strumentazione, personale pubblico, materiali pubblici, strutture pubbliche) sarà utilizzata per improprie attività di mercato, determinando una vera discriminazione tra i cittadini proprietari dei beni pubblici che potrebbe essere materia per un intervento della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo

si chiede alla Giunta regionale

se intenda intervenire per far rispettare la legge ed in particolare l’art. 32 della Costituzione italiana, ripristinando la legalità all’interno delle Asl e garantendo l’uguaglianza e la gratuità del servizio per tutti i cittadini, nonché un adeguato utilizzo del patrimonio pubblico, tutelandolo da un improprio utilizzo mercantile

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