Overblog Tutti i blog Blog migliori Politica
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

Pubblicità

LA NUOVA LEGGE SULL'ACQUA C'E' GIA'

Checchino Antonini, www.liberazione.it


Bisogna «riprendersi la vittoria referendaria», spiega a Liberazione, il romano Paolo Carsetti in fondo alla conferenza stampa congiunta che i comitati di acqua e nucleare hanno tenuto ieri nella palazzina del Rialto S.Ambrogio, dove c'è il quartier generale dei 2Sì per l'acqua bene comune. In poche ore, infatti, la tornata referendaria è stata scippata loro da una versione ufficiale costruita dai mass media intorno al falso movimento governo/opposizione parlamentare. Tutti loro - militanti storici e giovanissimi attivisti, di grandi associazioni o di minuscoli comitati - rifiutano di appiattirsi sulla «banalizzazione della dialettica tra società civile e politica schiacciata su luoghi comuni e sull'enfatizzazione del ruolo dei media elettronici. Come è accaduto - osserva Carsetti - a proposito delle primavere arabe che invece, come noi, sono cresciute nelle strade e nelle piazze, con anni di lavoro». Ora, spiega Carsetti ai cronisti, i risultati devono materializzarsi a partire dalla legge popolare su cui furono raccolte più di 400mila firme nel 2007, sulla scia della speranza suscitata dal governo Prodi che, invece, la insabbiò nei cassetti di Montecitorio dove a Berlusconi non sarebbe mai venuto in mente di cercarla. Anche il solo obiettivo immediato dell'abbassamento delle tariffe ha bisogno che il tessuto connettivo di questa battaglia non smobiliti. Il comitato referendario dei 2Sì s'è formato ampliando una trama scritta negli anni dal Forum dei movimenti per l'acqua che nemmeno ci pensa a mollare ora una battaglia «per una gestione pubblica e partecipata, per un nuovo modello di pubblico». Il contrario di quanto accaduto in Puglia a poche ore dalla valanga di Sì: «E' stata una forzatura - conclude Carsetti - forse si poteva aspettare a portare quel testo al voto del consiglio regionale».
Tra il pubblico anche Paolo Ferrero, segretario del Prc, e Dino Greco, direttore di Liberazione. Se questo giornale figura tra i promotori dei referendum sull'acqua, il partito di Ferrero ha con il movimento la medesima internità e il rispetto che ha imparato da Genova in poi. «Il risultato referendario va difeso - spiega il segretario Prc - dai tranelli di governo e opposizione».
Se il risultato sull'acqua boccia le politiche liberiste di entrambi gli schieramenti, il De profundis per il nucleare, «tecnologia che va a morire», mette all'ordine del giorno «la rivoluzione energetica nel nostro Paese». Obiettivo piuttosto «realistico», dopo il referendum, per Maria Maranò, tarantina di Legambiente e voce del comitato Vota Sì per fermare il nucleare.
Dunque, le due vertenze continueranno con implicazioni nella dimensione nazionale e in quella internazionale. Anche Paolo Beni dell'Arci si sofferma su una lettura del voto controcorrente: «Non è stato un voto di protesta».
Alex Zanotelli dedica la vittoria «agli impoveriti» di questo e dell'altro mondo e spera di ritrovarsi a Genova con questo popolo che prima di allora si incontrerà in un'assemblea nazionale a Roma, probabilmente, o a Firenze, il 2 e 3 luglio, per sottrarsi alla morsa del teatrino della politica. Sarà cruciale, nel futuro prossimo della loro relazione, la comprensione della «rivoluzione culturale che sconfigge il leaderismo» che è stata svelata dai Sì: «Si chiude la fase del liberismo che ha prodotto la più grave crisi dell'umanità di tutti i tempi - spiega a Liberazione, Giuseppe De Marzo di A Sud - ora c'è una società in movimento che si riprende il Paese e guarda al futuro». E il futuro o è nell'intreccio di conflitti contro il liberismo - per il reddito di cittadinanza e i beni comuni - e per un altro modello di sviluppo, o non sarà. Un groviglio ben presente agli studenti di Atenei in rivolta che puntano a contagiare i luoghi della formazione della stessa voglia di liberarsi dalle logiche di mercato. Dice Pietro De Vivo, uno di loro, che l'autunno vedrà di nuovo il protagonismo dei movimenti per trasformare - anche grazie al portato dei referendum - scuole e università in luoghi della ricomposizione sociale. Bloccare tutte le privatizzazioni, coordinare le resistenze territoriali sono la priorità di Sinistra critica, inscindibili dalle vertenze per la ripubblicizzazione dell'acqua. Emiliano Viti conclude con un esempio suggestivo: «La lotta contro la Tav sia il secondo tempo dei referendum».

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post