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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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La franchigia un altro passo verso la privatizzazione sanitaria.

sanita.jpgAntonella Zarantonello* - IL nuovo progetto del ministro della sanità Renato Balduzzi, che da un lato ci lascia perplessi e dall'altro ci allarma, rivoluzionerà la sanità italiana introducendo una franchigia del 3 per 1000 in base al reddito, per tutti i cittadini che intendono curarsi. La nuova gabella sarà valutata non solo in base all’Irpef, ma anche in base all’Isee e sarà moderata da una sorta di “quoziente familiare” che terrà conto del numero dei figli a carico.

Scompariranno le esenzioni in base al reddito, l’età (bambini fino a sei anni e anziani oltre i 65 con un reddito di 36.151,98), per patologia e invalidità. Il piano dovrebbe funzionare in questo modo: un soggetto con un reddito di 10 mila euro verserà una franchigia di 30 euro fino alla quale dovrà pagarsi tutte le prestazioni e i medicinali, oltre saranno gratuite, più il reddito sarà elevato più aumenterà la gabella per poter usufruire di servizi sanitari e medicinali. Su un reddito per esempio, di 30 mila euro il soggetto dovrà pagarsi i medicinali e i servizi fino alla quota di 90 euro, il resto delle prestazioni dovrebbero essere gratuite. Si introduce in questo modo il concetto che la sanità non è più un diritto di tutti i cittadini. Il piano infatti, che dovrà comunque passare al vaglio delle Regioni in vista del tavolo sul Patto per la salute, è un altro tassello per l'avvio della privatizzazione sanitaria già in pericolo per altre manovre di riduzione dei servizi, dei posti letto e cure pubbliche. Confidiamo in una seria valutazione da parte della Regione e dei responsabili alla salute, nell'applicare il nuovo progetto che manderà di sicuro in confusione tutti i dipendenti delle ULSS, e non porterà nessun miglioramento alla situazione di crisi attuale, anzi impoverirà di più le famiglie, che si troveranno costrette a decidere a cosa dare la priorità.

 

*Responsabile Dipartimento Sociale,Sanità e Disabilità del PRC-FdS

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