Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
A proposito dell'articolo su “VicenzaPiù” numero 234, di Andrea
Genito “Schio Nomade”. Comprendo la rabbia per il fatto che alcuni rom o sinti si intrufolino nelle abitazioni e agiscono da topi, ma arrivare a mettere in discussione le politiche di
integrazione sociale - pur criticabili - del Comune di Schio, sulla questione “nomadi”, mi sembra eccessivo. A questo punto, vorrei rispondere alla domanda posta sull'articolo, precisando che gli
autoctoni (penso si riferisca ai maggioritari, ai gagi) sono meno perseguiti dei sinti e rom, o delle minoranze. Un esempio sono le cronache sui furti, in cui l'accusa cade immediatamente (prima
ancora di appurarne la veridicità) nei confronti dei rom, sinti, giostrai, albanesi o rumeni; quasi mai i rotocalchi della stampa, soprattutto cartacea (salvo qualche eccezione), sono neutri. E
ancora se a commettere un illecito, o i furti, sono i cosiddetti “nomadi” o “zingari”, oltre alle conseguenze dovute per legge si ha l'allontanamento dal campo pubblico o dalla città, quando non
ci sia una vera e propria caccia allo “zingaro”; se invece capita ad uno di noi, maggioritari, di commettere un illecito anche grave, intervengono solo le conseguenze per legge, ma non siamo
sfrattati dalla casa popolare o allontanati dal nostro Comune.
Sarebbe utile evitare l'uso da parte di alcuni attivisti di destra, di definizioni utilizzate da Lombroso, o dalla Justin e da Ritter, ed altri, nel ventennio fascista e durante il nazismo. Frasi del tipo “I nomadi sono coloro che vogliono vivere sempre di espedienti”, “Gli zingari hanno nel loro DNA il vizio del rubare”, “Sono coloro che portano via i bambini, che sfruttano i bambini e non li mandano a scuola”. Definizioni che hanno tristi ricordi. Sfatiamo questi luoghi comuni poiché se uno della famiglia ruba, non è detto che tutto il clan famigliare ne sia coinvolto. E' facile sparare contro i più deboli, coloro che ci temono, e che non possono difendersi, poiché sono sempre in torto.
Irene Rui, responsabile provinciale politiche migratorie PRC-FdS - Federazione di Vicenza