Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
di Giorgio Langella
Ritorno sull'argomento dei "caduti sul lavoro" perché se ne parla troppo poco. Se ne parla solo quando succede vicino a noi qualche "disgrazia". Il più delle volte si parla di "tragica fatalità" o di "destino". E lo si fa solo per un giorno o poco più. Poi basta. Sui morti di lavoro cala il silenzio. E con l'oblio quelle persone non ci sono mai state. E allora, a metà di questo 2010, io voglio ricordare. Voglio ricordare Davide Minuzzo che aveva 18 anni e che è rimasto schiacciato tra gli ingranaggi di un macchinario la settimana scorsa a Bressanvido.
E vorrei ricordare ognuna delle 520 persone che sono morte lavorando. E tutte quelle 13.014 persone che sono quelle rimaste invalide per incidenti sul posto di lavoro. Vittime di "incidenti"
che, nella stragrande maggioranza dei casi, si potevano evitare.
La sicurezza sul lavoro è una vera emergenza del nostro paese, ma pochi se ne occupano. Si parla d'altro. L'interesse è rivolto all'andamento delle borse, all'aumento di un decimo di punto del
PIL, al profitto d'impresa. Non si deve dire di come viene umiliato chi lavora. Si tacciono quali e quanti diritti si perdono, progressivamente ogni giorno, per raggiungere quella produttività
che "il mercato impone".
Del lavoro e della sicurezza sul lavoro si parla poco.
Ma perché non viene data attuazione alla legge sulla sicurezza sul lavoro? Perché non vengono inasprite le pene per chi non applica (o non fa applicare) le norme sulla sicurezza? E perché non
si parla più (veramente se ne è parlato poco sempre) della Marlane di Praia a Mare (lo stabilimento del gruppo Marzotto dove sono morte di cancro decine di lavoratori), o della ThyssenKrupp di
Torino? Qualcuno ricorda ancora i 7 operai bruciati vivi nel dicembre 2007? Si chiamavano Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe
Demasi. È giusto ricordare che furono uccisi dalla mancanza di sistemi di sicurezza efficienti. E che non è stata una fatalità.
Probabilmente si pensa che queste siano notizie poco "interessanti". Passato il momento diventano subito poco attuali. Invece dovrebbe essere un dovere scriverne e portare a conoscenza
dell'opinione pubblica che nel 2010 si muore ancora (e tanto) di lavoro. Che non dovrebbero essere permessi né il silenzio né la rassegnazione. E che, in un paese democratico, è intollerabile
morire di lavoro e non ottenere giustizia.