Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
NONA LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N.
LA GIUNTA REGIONALE ASSICURI LE RISORSE PER CONTRASTARE IL FENOMENO DELLE “MORTI BIANCHE” E SALVAGUARDI I POSTI DI LAVORO.
presentata il 15 aprile 2011 dal cons. Pettenò
Premesso che:
questa mattina un operaio di 50 anni, Michele Zoccarato, è morto a seguito di un infortunio sul lavoro avvenuto all’interno dello stabilimento dell’Acqua Vera, gruppo Nestlè, di San Giorgio in Bosco (PD);
secondo la prima ricostruzione dei fatti sembra che l’operaio stesse lavorando a una pressa nel reparto imbottigliamento dell'azienda quando è stato schiacciato dal pesante macchinario e inutili sono stati i soccorsi da parte del SUEM;
la CGIL ha proclamato per lunedì 18 aprile uno sciopero in quanto quella di San Giorgio in Bosco è una fabbrica ad alta automazione in cui un incidente del genere non sarebbe dovuto accadere;
tra le Organizzazioni sindacali ed Acqua Vera è aperto un confronto perché l’azienda chiedeva ulteriore flessibilità del lavoro con l’inserimento di un sesto turno di notte;
considerato:
il recente studio sulle c.d. “morti bianche” in Italia effettuato dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro della Vega Engineering s.r.l. narra che, nei primi due mesi del 2011 nel Nordest vi sono state 9 vittime sul lavoro di cui 5 in Veneto mentre, in tutto il territorio nazionale, nei primi due mesi dell’anno si sono registrate 83 vittime contro le 69 verificate dello stesso periodo del 2010;
che da tale studio risulta che la principale causa di morte sul lavoro è proprio lo schiacciamento;
visto che:
questo è l’ennesimo caso di morte sul lavoro nell’Alta Padovana, terra in cui imperversa il verbo leghista della “sicurezza”;
considerato che:
l’approvazione del PDL 12 “Disposizioni in materia di prevenzione, igiene e sicurezza nel lavoro sicuro”, presentato dal sottoscritto, consentirebbe, una volta tramutato in legge, un’attività di sorveglianza più precisa e puntuale di quella attuale visti gli attuali organici e la mancanza di coordinamento tra i diversi organismi preposti. Tale testo, tuttavia, depositato all’inizio della presente legislatura, giace in Quinta commissione consiliare oramai da un anno;
gli uffici SPISAL soffrono di continue carenze di mezzi, personale e risorse e di conseguenza i controlli sono patologicamente insufficienti in rapporto al numero delle aziende venete;
visto inoltre:
che, secondo i dati dell’Osservatorio sulla spesa del Consiglio regionale, il Veneto è tra le prime regioni in Italia per produzione di acqua minerale imbottigliata con quasi tre miliardi di litri;
che il Veneto è la Regione che fa pagare di più le concessioni di fonti e sorgenti e la commercializzazione delle acque, imponendo dal 2007 un canone di 3 euro a metro cubo sull’imbottigliato, ridotto a un euro e mezzo per il triennio 2010-2012;
che il canone regionale incide appena per lo 0,6 per cento sul costo finale della bottiglia, a fronte del 60 per cento dell’imballo, del 15 per cento del trasporto, del 15 per cento del costo del lavoro, del 10 per cento della pubblicità;
che il Veneto è sprovvisto del Piano regionale delle acque minerali e termali previsto dalla prima legge di disciplina del settore del 1989;
ritenuto che:
sia ingiustificata la proroga dello scontro ai concessionari che attingono e commercializzano le acque pure di fonte di cui il Veneto è molto ricco (19 le concessioni) e che occorra, piuttosto, utilizzarne in modo corretto i proventi per interventi di controllo della falda e della qualità dell’acqua, nonché per la tutela dell’occupazione e della sicurezza sul lavoro nel settore;
sia necessario approvare il Piano regionale delle acque minerali e termali al fine di salvaguardare l’acqua bene comune tutelando l’occupazione;
la vertenza nello stabilimento Acqua Vera di San Giorgio in Bosco testimonia come la politica della multinazionale Nestlè impedisca ogni politica promozionale dei marchi locali e consenta all’azienda di fare scelte svincolate da ogni controllo pubblico funzione, riducendo l’occupazione e peggiorando le condizioni nei posti di lavoro;
ciò premesso il sottoscritto consigliere interroga la Giunta regionale per sapere:
quali urgenti e concrete iniziative intenda attivare affinché sia garantita la sicurezza nei posti di lavoro;
quali misure intenda intraprendere per salvaguardare l’occupazione nel settore delle aziende che attingono e commercializzano le acque pure di fonte;
se intenda prorogare lo scontro ai concessionari che attingono e commercializzano le acque pure di fonte;
se reputi opportuno destinare per legge i proventi relativi al canone regionale sull’“imbottigliato” a interventi di controllo della falda e della qualità dell'acqua, nonché per la tutela dell’occupazione e della sicurezza sul lavoro nel settore.