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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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In guerra in odine sparso, Italia in stato confusionale

Frida Nacinovich
Giorgio Napolitano ribadisce che in Libia «l'Italia sta facendo il suo dovere». Ovvero partecipa alla guerra. Ma la confusione è grande. Oggi la posizione italiana - espressa da Franco Frattini e ribadita da Ignazio La Russa - è che «non sarà più concesso l'uso delle basi se la missione militare non sarà "coperta" dalla Nato». Peccato che la Nato possa esprimersi solo all'unanimità, e la Turchia abbia già detto che «non se ne parla nemmeno di intervenire». Per giunta tali e tanti sono i grattacapi che l'ex alleanza atlantica ha in Afghanistan da far ritenere ai suoi vertici l'impossibilità di un nuovo fronte di guerra. Di più, la Lega araba ha detto chiaramente: la Nato non deve intervenire in Libia. In un quadro diplomatico che definire complicato è poco, il governo italiano va avanti (o indietro) a tentoni. ....

......Mentre arriva la notizia che nuovi aerei italiani si sono alzati in volo verso la Libia («solo per pattugliamento», puntualizza palazzo Chigi), Berlusconi si trova a dover gestire la scelta di aver aperto le ostilità contro il regime di Gheddafi. Decisione che alla Lega non piace (e non lo nasconde) e che provoca fibrillazioni nell'esecutivo. Tanto che lo stesso Berlusconi, durante il consiglio dei ministri straordinario avrebbe spiegato a Bossi «che un'altra strada non esisteva» e che l'Italia non poteva rischiare di rimanere ai margini e subire solo le conseguenze di quanto deciso da altri. Soprattutto in vista dell'emergenza immigrati e profughi. Anche perché il Quirinale avrebbe chiesto spiegazioni e palazzo Chigi non aveva alcuna voglia di fornirle. Ci sarebbe stato da discutere con Napolitano anche del recentissimo trattato italo-libico, davvero una brutta pagina di storia diplomatica....

......Berlusconi assicura: «Non bombardiamo e non bombarderemo». Una bugia, almeno a sentire l'aeronautica militare. In guerra ci siamo con il sigillo dell'Onu, del Quirinale e la benedizione opposizioni parlamentari.

 

Leggi tutto l'articolo su "Liberazione" del 22 marzo 2011, a p 5

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