Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Vincenzo Accattatis, www.liberazione.it
La Germania pacifista. La decisione di Angela Merkel di astenersi in Consiglio di Sicurezza sulla risoluzione 1973, è stata criticata in occidente, ma non vi è dubbio che la Merkel aveva ragione
mentre Sarkozy e Cameron avevano torto; come ha torto Giorgio Napolitano divenuto anche lui guerriero nonostante il chiarissimo dettato dell'articolo 11 della Costituzione che non ha bisogno di
dotte interpretazioni. L'Italia "ripudia" la guerra, come la ripudia il popolo italiano. Da ricordare che il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle, criticatissimo dagli occidentali
guerrieri, aveva proposto alla Merkel di dare voto contrario. Poi tutti, in occidente, si sono precipitati a distinguere la posizione del ministro, diventato "cattivo", da quella della Merkel;
meno cattiva ma certo non buona.
Nel parlamento tedesco Westerwelle ha spiegato il suo orientamento in favore del voto contrario: non voleva impegnare i soldati tedeschi in operazioni militari rischiose, non chiare, dall'esito
incerto. Da rimarcare: il 65 per cento dei tedeschi ha approvato e approva la decisione del governo.La Germania vuole la pace, non la guerra: sano orientamento, come quello della Costituzione
italiana, come quello del popolo italiano.
Un dato rilevante nello scacchiere mondiale del dopo Yalta: la Germania si ricolloca. Per la prima volta nella sua storia, prende le distanze dagli altri paesi occidentali. Astenendosi, la
Germania ha adottato la stessa posizione di Russia, Cina, Brasile, India. E' questo il dato rilevante....
....La Francia guerriera. Nicolas Sarkozy è stato il più attivo "supporter" dell'intervento "umanitario" in Libia. ...
.... Altri hanno suggerito che l'inclinazione di Sarkozy alla guerra umanitaria era dovuta alla caduta verticale dei suoi consensi in Francia. Con la sua inclinazione alle guerre, ha osservato il socialista Didier Mathus, la Francia probabilmente farà una guerra alla settimana. La Francia è oggi impegnata in molte guerre contemporaneamente. I conservatori americani hanno applaudito al "George Bush della Francia". John McCain, candidato repubblicano per la presidenza, battuto da Obama, si è precipitato in Libia a sostegno dei ribelli, ma nessuno sa, ancor oggi, chi sono i ribelli.....
....In estrema sintesi. L'attacco militare alla Libia «da parte del triunvirato imperiale» (Noam Chomsky intervistato da Patricia Lombroso, il manifesto, 9.4.2011) non ha nulla di umanitario.
Siamo in presenza di una guerra di tipo imperiale o, se si vuole, neocoloniale. Da sempre il ricorso alla guerra, ci ricorda Chomsky, viene giustificato con motivi umanitari o di civilizzazione
dei paesi barbari: «Basti pensare a Mussolini...». Ha invaso l'Etiopia per portare la civiltà fascista. Oggi alcuni suoi eredi decidono di bombardare la Libia.