Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Verso il 15 ottobre Importante assemblea ieri a Roma
Daniele Nalbone
Per rompere il quadro delle compatibilità. Per una stagione di lotte che sia costituente. "Uniti contro la crisi" chiude la sua esperienza e si evolve in "Uniti per l'alternativa". Un'alternativa
«che parta dalla lotta in difesa dei beni comuni». Questa la decisione presa dall'assemblea di ieri che si è tenuta a Roma, quartiere San Lorenzo, nella "Sala Vittorio Arrigoni" come è stata
ribattezzata l'occupazione dell'ex Cinema Palazzo. Sei ore di interventi hanno così sancito un passaggio «tutt'altro che nominale - ha spiegato in chiusura di assemblea Francesco Raparelli - ma
assolutamente sostanziale che determina l'apertura di uno spazio politico e pubblico di movimento».
Uniti per l'alternativa assume così la data del 15 ottobre come il punto di inizio di un percorso molto più ampio. Quello, come ha spiegato Giuseppe De Marzo di Rigas «che assume il conflitto
come pratica costituente ma che al tempo stesso sappia mostrare un cambio di rotta dell'attuale modello di sviluppo, in opposizione al cambio di marcia che punti solo alla crescita economica come
invece proposto dagli attuali governi». E così gli slogan che accompagneranno la mobilitazione euromediterranea del 15 ottobre, "Europe rise up, Europe for change", saranno alla base dell'azione
politica «di chi è consapevole che il problema è una vera alternativa e non una semplice alternanza di governi».
Per fare il punto della situazione di un anno di "Uniti contro la crisi" si è scelto di aprire l'assemblea con una serie di interventi studenteschi (Rete della Conoscenza, Unicommons) che hanno
sottolineato come «il nostro obiettivo, all'interno delle scuole e della facoltà, è di dar vita a un 7 ottobre "anticamera" del 15 ottobre per un autunno che porti la gente che lo scorso anno ci
applaudiva dalle finestre a scendere in piazza con noi». E se la mattinata è stata caratterizzata da interventi, come quello di Roberto Musacchio - che si è presentato come associazione
Altramente e non come Sel - che hanno parlato di un 15 ottobre al tempo stesso «grande mobilitazione e grande evento», spartiacque dell'assemblea sono stati Maurizio Landini e Luigi De
Magistris.
Il primo, segretario della Fiom, ha ribadito la disponibilità del sindacato dei metalmeccanici «alla costruzione di una vera alternativa contro chi sta distruggendo il contratto nazionale di
lavoro e, al tempo stesso, contro chi, qualora al governo, non farebbe nulla per difenderlo» sottolineando come «il nostro impegno per il 15 ottobre sarà quello di riportare in piazza il Lavoro
come bene comune». Il secondo, sindaco di Napoli, ha portato la testimonianza di un laboratorio di governo che «senza soldi in partenza e con ulteriori tagli decisi dalla manovra, sta mostrando
che a livello locale è possibile costruire nuovi modelli economici e sociali». Come? «Ridando centralità al pubblico».
Dopo la pausa pranzo, l'assemblea è ripresa mostrando maggior "confusione". «Confusione positiva - spiega Luca Casarini - che dimostra come questo percorso è aperto e non ha paura di confrontarsi
sul terreno delle pratiche di conflitto, con diverse forme di radicalità». In fondo «quando si discute "contro la crisi" è facile essere in accordo. Discutere "per l'alternativa" apre diversi
scenari». Quel che è certo, come sottolinea Casarini nel suo intervento, «è che ora non è il momento degli slogan, è il momento di prendere in mano la situazione, di fare noi un manifesto per
salvare l'Italia». E a chi parla di "fare come la Grecia" o di "fare come Tottenham", Uniti per l'alternativa risponde che la strada «è fare come abbiamo fatto con i referendum. Referendum che,
colpa nostra, non sono stati valorizzati politicamente a dovere».
Da Action, Andrea Alzetta ribadisce l'importanza, per l'alternativa, di confrontare - per lui che è anche consigliere del comune di Roma - pratiche istituzionali come quelle di Napoli (oltre a De
Magistris, da sottolineare l'intervento del consigliere Pietro Rinaldi) e della Puglia, rappresentata in assemblea dall'assessore regionale Nicola Fratoianni (Politiche giovanili). Diretto al 15
ottobre «e oltre» l'intervento di Francesco Piobbico (Prc): «Il punto di verifica di ogni alternativa sono le pratiche sociali. E allora per essere alternativi alla Marcegaglia, dobbiamo dar vita
a un conflitto permanente che sappia essere costituente, così come costituente si è dimostrata la crisi che stiamo attraversando».
Alla fine, l'appuntamento per costruire il 15 ottobre di "Uniti per l'alternativa" è per il 9 ottobre, nuovamente presso la sala Vittorio Arrigoni, per una riunione «aperta - specifica Francesco
Raparelli nell'intervento conclusivo - anche a tutti quelle realtà che non sono nel percorso, parziale, di "Uniti" ma che vedono nella necessità di un'alternativa un momento di svolta per il
movimento».