Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
I
rene Rui* – Il Consiglio
Comunale degli stranieri previsto nel nuovo Statuto Comunale di Vicenza da un lato è poco più che un organo folcloristico, messo in piedi per dimostrare una falsa democrazia da parte di questa
amministrazione nei confronti degli immigrati, dall'altra poteva essere comunque un passo verso una futura rappresentatività all'interno dei Consigli Comunali. Purtroppo questo soggetto
istituzionale sta diventando una beffa prima ancora di vedere la luce. Tant'è che in nome delle norme imposte dal governo Monti sulla revisione della spesa (spending review), si pensa di mettere
mano anche a questo capitolo del nuovo Statuto, che dovrebbe approdare a breve (si spera) in Consiglio Comunale. Il Governo impone infatti, alle Amministrazioni che qualsiasi nuovo organo
amministrativo, debba avere costo zero per i Comuni. Conseguentemente gli stranieri non solo per Statuto, potranno eleggere i loro rappresentanti a puntate, affinché il personale non faccia
straordinari, ma anche le riunioni del loro Consiglio Comunale degli stranieri, non dovranno pesare sulle tasche dell'Amministrazione e i membri (i consiglieri migranti) non potranno percepire un
gettone di presenza alla pari degli altri consiglieri comunali.
Lo Stato italiano e l'Amministrazione vicentina, per mezzo del suo Statuto, ancora una volta identifica cittadini di serie A e B, dove i B gli stranieri, è data l'illusione di contare con un loro Consiglio Comunale, nel Consiglio Comunale di Vicenza, dove hanno solo diritto di parola, si devono autofinanziare tutte le spese di normale amministrazione, compreso le fotocopie per eventuali documenti e, dove il tempo tolto alle loro attività lavorative, non è rimborsato nemmeno con irrisorio gettone di presenza. Quello degli stranieri diventa una sorta di Consiglio Comunale, che è già reso nullo nell'impossibilità di azione e rappresentanza, prima ancora di nascere, proprio per mancanza di finanziamento.
Questa è l'Italia dove ci sono due pesi e due misure e pensare che la legge dovrebbe essere uguale per tutti, italiani e stranieri.
* Responsabile provinciale politiche migratorie per Rifondazione Comunista di Vicenza.