Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Maria Rosaria Triani e Irene Rui*- Lo scorso lunedì è scoppiata una lite fra i profughi del Mali scappati dalla guerra Libica di cui l'Italia ne è una delle responsabili. I profughi presenti nella comunità San Gaetano “Ca' Lisarda” presso il passo Xon a Recoaro Terme, versano in condizioni di disperazione, poiché da un anno sono parcheggiati nella comunità in attesa d'asilo politico. Queste persone che sono scappate prima dal Mali e lavoravano da un anno in Libia e poi fuggite dalla stessa, avevano una loro dignità, si sentivano uomini e riuscivano a sostenere se stessi e i familiari rimasti nel Paese di origine. Sono persone che non possono tornare per ovvi motivi politici nel Mali e che ora sono stati privati della dignità umana. Parcheggiati in un luogo che a malapena a distanza di un anno conoscono, senza un lavoro, con il quale si sentirebbero utili a se stessi e alla comunità recoarese. E' normale che in una simile situazione possano esserci nervosismi e scoppiare anche dei litigi fra gli stessi, anche perché a quanto sembra, con loro coabitano profughi di altre nazionalità e non sempre la convivenza è facile.
E' tal volta esagerato chiedere l'intervento di un cospicuo numero di agenti e l'allontanamento dei 4 rivoltosi, come ha chiesto al prefetto recentemente, il Sindaco di Recoaro Franco Perlotto, considerando questi profughi violenti e pericolosi per la comunità recoarese. Questi profughi chiedono solo rispetto e dignità umana. Perlotto invece di cacciarli, dovrebbe cercare di risolvere il problema a monte, magari con un piano di inserimento, quel piano che doveva far partire già lo scorso maggio e che altre amministrazioni fra cui Vicenza hanno fatto ottenendo anche buoni risultati di integrazione e interazione sociale. Non è sufficiente far finta di impiegarli come stradini. L'allontanamento di chi sembra violento e magari è solo nervoso e disperato, non risolve la questione, bensì il problema lo si risolve affrontandolo e dissolvendo il disagio di queste persone.
*Segretaria circolo “Clemente Lampioni” Rifondazione Comunista-FdS di Recoaro Terme e responsabile provinciale politiche migratorie, Rifondazione Comunista – FdS di Vicenza