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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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I dati allarmanti della crisi nel Veneto e degli ammortizzatori sociali: una bomba innescata.




Che il Veneto sia travolto da crisi della quale non si vede la via di uscita, ormai lo ammettono anche i più entusiastici sostenitori dell’ottimismo Berlusconiano.
Quest’anno si chiuderà con almeno 200.000 posti di lavoro persi ed una flessione del Pil del 5,1%  e dell’export del -16,5%.
Dietro a questi numeri ci sono persone.  E le persone secondo noi vengono prima degli affari.
Per questo ci preoccupa l’indifferenza che Lega e Pdl ostentano di fronte alla crisi che colpisce i veneti.
Ci raccontano che ci sono gli ammortizzatori sociali, che nessuno sarà abbandonato, che la ripresa è dietro l’angolo: purtroppo non è così.
In Regione ci sono almeno 4000 domande di Cassa Integrazione bloccate che riguardano oltre 20.000 lavoratori, domande che sono in attesa dei 50 milioni promessi dal Ministero del Lavoro al Veneto dopo l’accordo del 23 settembre.
Purtroppo nemmeno quei soldi basteranno per chiudere il 2009.
I nostri Ministri a Roma, primo fra tutti quello competente Sacconi, si dimenticano del Veneto mentre ad esempio la Lombardia ha già ricevuto 200 milioni a Settembre. La Lega, evidentemente rimane saldamente lombarda anche di fronte alla crisi.
Peraltro i lavoratori aspettano gli assegni di cassa integrazione anche per 4 mesi e la famosa e tanto strombazzata convenzione con le banche per anticipare gli assegni ai lavoratori è naufragata nell’incapacità della Regione di farsi valere su di un sistema bancario vergognoso.
Per la Mobilità in deroga, cioè l’assegno di disoccupazione rivolto principalmente ai giovani che hanno perso il lavoro (interinali, apprendisti e tempi determinati) sono stati stanziati 12 milioni, ma da Giungo attendiamo le linee guida della Regione per distribuirli.
Per i Precari (collaboratori a progetto e parasubordinati) i famosi ammortizzatori sociali promessi da Sacconi e Berlusconi si sono rivelati una sonora presa in giro:  in Veneto sono tate presentate solo 700 domande e di queste solo un centinaio sono accoglibili  grazie ai criteri impossibili inventati apposta per non scucire nemmeno un misero 20% (una tantum) dell’ultima retribuzione annuale percepita.
Infine i lavoratori che perdono il posto di lavoro, o che sono in cassa integrazione, per poter ricevere gli scarsi, e spesso in ritardo, assegni di sostegno al reddito, devono partecipare a corsi di formazione che paiono avere come obbiettivo principale quello di combattere sì la disoccupazione, ma dei formatori! Sono stati accreditati infatti oltre 140 enti di formazione che organizzano corsi troppo spesso inutili in posti ed orari che creano ulteriori difficoltà e con obbligo di partecipazione anche per i lavoratori che nel frattempo, come spesso capita nelle piccole imprese, magari a settimane alterne, lavorano.
Tutto ciò ci descrive una situazione sociale allarmante che riguarda decine i migliaia di famiglie venete alle quali non bastano sorrisi e pacche sulle spalle.
E’ un nostro dovere rispondere forte e chiaro che le persone non sono numeri e sono più importanti del profitto.
Volgiamo risorse per i lavoratori, progetti di riconversione industriali veri e i, pochi, soldi pubblici vadano solo a chi crea posti di lavoro non a chi li distrugge con le delocalizzazioni e le speculazioni finanziarie.

 

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