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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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Guarguaglini ha un problema che arriva fino al governo

 

 

 

 

 

LA STORIA

tremonti giulio

 

  Se i vertici di Finmeccanica sono coinvolti nelle inchieste sugli appalti il inistro Tremonti non può far finta di nulla. Ma attorno al colosso della Difesa ci sono manovre politiche e di poltrone.

 

 

 

 Cinque Procure all’opera

 

«Sono ben cinque le procure che stanno indagando sul sistema Finmeccanica». È quanto si legge in un articolo del settimanale “ L'Espresso”, in edicola oggi, secondo cui le inchieste coinvolgono «nomi importanti dell'impero militare».

 

 

 

Pierfrancesco Guarguaglini è originario di Castagneto Carducci, classe 1937. È il manager di Stato di più lunga durata, da circa dieci anni è al vertice di Finmeccanica dopo aver passato una vita dentro l’industria pubblica della Difesa. Solo la nostra ipocrisia nazionale riesce a far convivere il principio costituzionale «l’Italia ripudia la guerra...» con lo sviluppo e il successo diun grande gruppo produttore ed esportatore di armi (ma per evitare di passare per guerrafondai attutiamo l’impatto. con la definizione industria della Difesa) di cui lo Stato detiene il controllo, sceglie i manager, indica le strategie, incassa i dividendi. Finmeccanica è la terza grande industria pubblica, assieme all’Eni e all’Enel, e proprio come il petrolio e l’energia ha un valore strategico per il nostro paese che prescinde i pur importanti valori di bilancio. Nell’ultimo decennio Finmeccanica è tra le imprese italiane che si sono sviluppate di più. Da quando Guarguaglini è diventato presidente e amministratore delegato (dopo una rapida mezzadria con Roberto Testore, ex manager Fiat) il gruppo ha più che raddoppiato i ricavi, esteso la sua rete internazionale, allargato i suoi mercati a paesi prestigiosi come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna e ad altri con qualche problema di democrazia (la Libia di Gheddafi, l’amico di Silvio, la Russia dell’altro amico Putin, il Kazhakistan e la Bielorussa di Lukashenko...) perché, si sa, gli affari sono affari.

Alla fine del 2009, un anno considerato di crisi, Finmeccanica ha realizzato ricavi per 18 miliardi di euro (più 11%) e un utile di 718 milioni. Il gruppo ha un portafoglio ordini di 45 miliardi di euro, cifra che garantisce due anni e mezzo di produzione. Occupa 73mila dipendenti, in Borsa capitalizza circa 5 miliardi di euro. Questi numeri testimoniano che Finmeccanica non è una società come le altre e confermano che Pierfrancesco Guarguaglini è un protagonista di primissimo piano del mondo industriale, rimasto al suo posto con governi di destra e di centrosinistra. Nel consiglio di Finmeccanica è possibile trovare ex ambasciatore a Washington Giovanni Castellaneta, già consigliere di Berlusconi (con Bush il gruppo vinse la gara per il nuovo elicottero della Casa Bianca, progetto annullato daObamaperchè troppo caro), l’ambizioso leghista Dario Galli e l’ammiraglio Guido Venturoni. C’è passato anche il democratico Filippo Andreatta. Da una settimana Finmeccanica, alcuni suoi manager e società controllate sono citati in alcune inchieste giudiziarie avviate per presunti appalti truccati in sistemi di sicurezza. Se troveranno conferma le indiscrezioni che circolano, sarebbero almeno cinque le procure che avrebbero aperto fascicoli su operazioni che coinvolgerebberoil gruppo pubblico. Non solo appalti, ma anche ipotesi di costituzione impropria di fondi attraverso società estere non direttamente controllate. Tutte notizie che creano turbamento sui mercati, tra i clienti e i dipendenti. Guarguaglini ha negato tutte le ipotesi di reato ventilate, ha presentato alla procura di Roma una denuncia per aggiotaggio in merito alle oscillazioni anomale del titolo della società dopo la pubblicazione delle notizie delle indagini. Anche la moglie di Guarguaglini, la signora Marina Grossi, che riveste la carica di amministratore delegato nella Selex sistemi integrati (società controllata dalla stessa Finmeccanica), è attesa alla procura di Napoli per essere sentita in merito ad appalti per la sicurezza in Campania. Si vedrà nelle prossime settimane dove porteranno le inchieste giudiziarie.

 

MaseFinmeccanica e Guarguaglini hanno questo problema, allora la questione riguarda direttamente il governo e in particolare il ministro dell’Economia Giulio Tremonti che esercita il ruolo di azionista di maggioranza del gruppo pubblico. Finmeccanica è una società talmente speciale, per la delicatezza delle sue produzioni e l’importanza delle sue relazioni internazionali, che garantisce nello Statuto poteri speciali al ministero dell’Economia. Il ministro nomina un quarto del consiglio di amministrazione (compresa la designazione del presidente e dell’amministratore delegato), indica il presidente del collegio sindacale, esprime il gradimento all’assunzione di partecipazioni e alla stipula di patti parasociali, ed ha il potere di veto su delibere di scioglimento della società, di trasferimento dell’azienda, fusione, scissione, cambiamento dell’oggetto sociale. Fino ad oggi l’azionista Tremonti non ha detto una parola. Come mai? Forse si fida del management.

Oppure si prepara al cambio: Guarguaglini scade tra un anno. Forse il ministro sta ascoltando le sirene leghiste che lo invitano a liberare presto il vertice di Finmeccanica?

 

 

Rinaldo Gianola - VENERDÌ 4 GIUGNO 2010 da "L'Unità" p. 9

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