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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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Giorgio Langella: Siamo con gli operai di Melfi

Adesso Marchionne sarà contento. Il giudice del lavoro, Amerigo Palma, ha accolto il ricorso presentato dalla Fiat contro il reintegro di tre operai dello stabilimento di Melfi. I tre operai erano stati licenziati per “sabotaggio” ed erano stati reintegrati quasi immediatamente. Adesso sono stati ri-licenziati. Molti operai presenti al momento della sentenza hanno protestato in difesa dei colleghi.

Diamo la piena solidarietà a Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli (i tre operai licenziati) e alla FIOM che stanno lottando per avere giustizia. Una giustizia che non è stata fatta. Ci chiediamo perché non siano state accolte le nuove prove presentate a favore degli operai (vedi http://www.ilquotidianoweb.it/it/Basilicata/Potenza_fiat_melfi_sata_licenziati_operai_barozzino_intercettazioni_1066.html),e come si possa accettare che, come afferma il segretario della FIOM Landini, il giudice “nel dichiarare che non c'è un comportamento antisindacale da parte della Fiat, ha dichiarato nello stesso tempo che non c'è un comportamento illegittimo dei lavoratori”. Questa è una sentenza che stabilisce che si può licenziare anche se i lavoratori non hanno fatto nulla contro la legge. Imbarazzante.

Del resto cosa pretendevano questi tre operai? Di avere ragione nei confronti di una multinazionale? Di dimostrare che il “grande manager” Marchionne ha torto? Quando mai! In giudizio erano di fronte due diverse “ricchezze” (Marchionne prende più di 100 volte quello che prendevano tutti i tre operai messi assieme che come unica ricchezza hanno il proprio lavoro) e, guarda caso, è stata data ragione alla parte più ricca e potente.

Nonostante tutto gli operai e la FIOM non intendono cedere. Noi, comunisti italiani di Vicenza, siamo con loro. Anche se la battaglia sarà difficile, anche se ci sarà chi se ne laverà le mani, chi dirà che non si può fare nulla e che è “normale” licenziare chi protesta, chi resterà indifferente di fronte a una palese ingiustizia .

Un dubbio ci assale. A fine giugno è stato firmato un accordo interconfederale (dai segretari nazionali di CGIL, CISL e UIL e da Emma Marcegaglia per Confindustria) che, di fatto, limita il diritto di sciopero in caso di contratti aziendali firmati dalla maggioranza della sigle sindacali. Forse questa sentenza ne tiene conto.

 

 

Da http://www.ilquotidianoweb.it/it/Basilicata/Potenza_fiat_melfi_sata_licenziati_operai_barozzino_intercettazioni_1066.html

 

 

Fiat di Melfi, dalla fabbrica di Marchionne ecco gli audio delle conversazioni registrate di nascosto e mai ascoltate prima.

Rivelazioni choc dei delegati sindacali su come andò veramente la notte che costò il posto ai tre operai licenziati. Dopodomani l'udienza decisiva sulla loro sorte in fabbrica. Il Quotidiano è in possesso degli audio che dimostrano come la linea dell'azienda non fosse condivisa da chi ufficialmente ne era sostenitore. Domani sull'edizione cartacea tanto altro ancora su una vicenda lucana che dal luglio 2010 ad oggi è diventata simbolo dell'operaismo italiano.

 

Clip 4 “Pulizia etnica”

Un direttivo della Fismic, sindacato vicino alle posizioni dell'azienda, confessa: “Hanno raggiunto il loro scopo (…) Quella notte ci hanno chiamati a noi e ci hanno detto: allontanatevi, allontanatevi da lì”. L'uomo rivela dunque che qualcuno ha avvisato gli atri operai di levarsi di torno dal luogo del presunto “sabotaggio”. Affinché rimanessero solo alcuni? Possibile, ecco come continua: “Poi dicevano: abbiamo iniziato a fare un po' di pulizia etnica”. Scarica l'audio

 

Clip 5 “Ci sono influenze esterne”

Dopo le rivelazioni di Panorama sul presunto sabotaggio, stavolta a parlare è un delegato della Fismic che prende nettamente le distanze dal clima di caccia alle streghe nella Fiat: “Noi eravamo fuori, al giudice racconterò tutta la verità”. E ancora, sui testimoni della rivista che non hanno reso noti i loro nomi: “Ci sono influenze esterne, di persone che ti possono chiamare… non è il caso mio. Io… sono lontano da qui all'Australia da quello che sta succedendo. Se non avessi la causa mia a novembre me ne sarei già uscito….”. Scarica l'audio

 

Clip 6 “Se sarò chiamato, dirò tutto”

Sempre lo stesso delegato chiama uno dei tre licenziati e prende le distanze da quanto emerso da altri articoli di stampa: “Volevo dirti che c'è un allontanamento tra la Fismic nazionale e me. (…) Se sarò chiamato a deporre dirò quello che ho visto (…) Questo ti volevo dire”. Ma davanti al giudice dell'udienza di primo grado questa sicurezza non reggerà. Scarica l'audio


Clip 13 “Quello incassa denaro per ogni licenziamento”

A parlare è un sindacalista della Uilm: “Che aspetti, che lo sparo io a Tartaglia? E' pericoloso”. Alla domanda sul perché l'uomo che ha materialmente confezionato il licenziamento di uno dei tre licenziati sia pericoloso, il sindacalista risponde: “Ti ricordi con le buste paga… Lo pagano ogni volta 5mila euro per licenziare un cristiano, fa pure le battutine”. Scarica l'audio

 

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