Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Non è semplice scrivere di Genova, oggi. Una città attraversata da tensioni, in costante diffidenza, quasi immune da quel vento nuovo che pare diffondersi in tutto il Paese all'indomani delle amministrative e, soprattutto dei referendum. Lo scriviamo con il limite degli "addetti ai lavori" e ci riferiamo in particolare a quel mondo, organizzato, che ha ruotato in questi mesi attorno al coordinamento Verso Genova 2011. Non è un amara constatazione però; è il dato di consapevolezza risaputo con cui abbiamo deciso di avviare il percorso che oggi ci ha riportato a Genova. Quanto è accaduto negli ultimi vent'anni - come rileva anche Curzio Maltese nel suo ultimo libro "La bolla" - parla di un Paese schizofrenico: da una parte i fatti hanno dato ragione alle idee della sinistra, dei movimenti pacifisti e no global, con i temi e le lotte che da Seattle in poi sono arrivati a Genova nel 2001; dall'altra, un paese ipnotizzato dalla propaganda di un regime in cui attorno a "Cesare" ha imperversato una rete clientelare che è arrivata fino ad alcuni settori del Vaticano. Nel frattempo dal G8 2001 sono passati dieci lunghi anni di sofferenza e di piccole, fragili soddisfazioni ("Lo Sbarco" degli italiani all'estero del giugno 2010 ne è un piccolo, preziosissimo esempio) ma, soprattutto, di incredulità di fronte a ciò che è potuto accadere in un paese un tempo democratico e civile. Profetiche ed inascoltate, almeno dai più, furono le parole di un grande uomo di cultura come Edoardo Sanguineti che oggi tanto ci manca: «Quando fu ucciso Carlo Giuliani, ci rendemmo conto che non poteva non accadere. Visto come si era svolta la questione. A mio parere era il primo esempio di guerra preventiva a livello di guerra civile». Le iniziative relative al decennale del G8 2001 sono in pieno svolgimento da fine giugno, con l'attivo coinvolgimento di realtà genovesi piccole e grandi che hanno saputo interpretarne in pieno le indicazioni emerse dalle discussioni preparatorie: recuperare, allargare ed aggiornare lo "spirito di Genova", guardando avanti, al futuro che abbiamo, tutte e tutti, la responsabilità di costruire. Guardare avanti, ovviamente, senza dimenticare il passato, anzi. E un prezioso contributo in questo senso viene da Cassandra, una mostra su questi dieci anni di storia, dal primo forum sociale mondiale di Porto Alegre alla rivolta nel Maghreb. Una mostra il cui percorso comprende una sezione cronologica, una sezione sui fatti di Genova e quattro grandi aree tematiche: guerra-repressione, economia-lavoro, beni comuni, società. Una scelta riconducibile ad una delle parole d'ordine che ci siamo dati: «guardare l'oggi, pensare al domani, anche con gli occhi di ieri». Il percorso che ci ha portati a realizzare il fitto e ricco calendario di eventi è iniziato nel giugno 2010 in un clima politico ben diverso, con una consultazione regionale in cui non c'era stata quella netta affermazione del centro-sinistra che si sperava - 7 regioni su 13 - anche se non mancavano timidi segnali di risveglio politico del nostro paese. Il percorso è stato lungo e complesso, così come impegnativo è stato il confronto tra le diverse componenti - i soggetti che allora c'erano, altri che all'epoca non esistevano e altri ancora che hanno deciso di esserci oggi - tutti concordi nella scelta di contaminarci tra diversi. Elemento sicuramente di rilievo se pensiamo, ad esempio, al significato del coinvolgimento di realtà importanti come i movimenti per l'acqua e contro il nucleare, i variegati movimenti No Tav e anche pezzi più istituzionali come la Cgil. Come coordinamento Verso Genova 2011 abbiamo provato in primis a recuperare un quadro collettivo, unitario per certi versi: un ruolo di cucitura, come già avvenne nel 2001, non perché siamo nostalgici ma perché non conosciamo altro metodo per costruire insieme qualcosa. E' stato fino ad oggi un ruolo attivo, voluto e condiviso da tutto il coordinamento per rispondere positivamente alla grande aspettativa che da molti settori è emersa in questi mesi. Ci pare proprio di poter dire che uno dei punti di eccellenza di questo percorso è stato aver voluto rendere il più possibile partecipe la città coinvolgendo tutte quelle realtà piccole e grandi che sono presenti nel tessuto sociale di Genova. Non solo nel centro cittadino abituale palcoscenico di tutto ma, in particolare con un lavoro nelle periferie. Va ringraziato per questo lavoro in particolare il Forum Cultura che ha svolto una preziosa tessitura a collegamento tra le iniziative del programma e la città. Ci è parso un "risarcimento", si potrebbe dire, ad una città che si è vista infliggere ferite profonde che non sono ancora completamente cicatrizzate. Saremo in tanti quindi a Genova, per ricordare certamente ma, anche - e forse sopratutto - per ripartire e ritrovare una speranza e una voglia di futuro mai sopite. Questo è lo spirito di Genova per noi. *Coordinamento Verso Genova2011 **Presidente Arci Liguria