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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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GENOVA 2001-2011, per dimantiCARLO.

Nel pomeriggio del 4 giugno si è svolto un convegno al “Bruco di Magrè” (Circolo Operaio) di Schio, organizzato dal PRC e dai Giovani Comunisti di Schio, dal tema “Genova 2001-2011 per non dimenticare CARLO”

Al convegno cui ha visto come relatore principale Giuliano Giuliani – padre di Carlo il ragazzo ucciso negli scontri di piazza Alimonda - si è ricordato quel che avvenne il 20-21 luglio del 2001 a Genova. La mattanza di cui si aspetta ancora giustizia. Mattanza perpetuata dalle forze dell'ordine con l'intento chiaro di annientare un movimento trasversale crescente (dal mondo cattolico a quello di sinistra), contro una logica di mercato e non per arginare i disordini dei “Blackbloc” che hanno agito indisturbati (come si è visto dal filmato proiettato “La Trappola”).

Le forze dell'ordine - i cui contingenti volutamente disorganizzati e dislocati in luoghi diversi dal pamphlet, intervenute a Genova e che hanno preso parte in prima persona ai massacri di inermi civili postosi in difesa dagli attacchi della polizia e dei carabinieri - sono stati paragonate a dei delinquenti.

“Non è pensabile infatti, che chi massacra – afferma Giuliani – un ragazzo indifeso a terra, non possa essere se non un delinquente. Possono (le forze dell'ordine) avere tutto il mio rispetto, ma prima devono prendere i responsabili di quegli atti e condannarli. Responsabili che oggi sono stati tutti promossi e siedono ai vertici delle forze armate”. Non c'è la volontà di fare questo, come di riaprire il processo (malgrado le prove) per Carlo Giuliani, poiché “si decimerebbe tutti i vertici della polizia”.

Al Convegno che ha visto la partecipazione di un ampio pubblico (la sala era gremita), è stato proiettato il CD “La Trappola” una ricostruzione degli eventi con le prove depositate agli atti del tribunale di Genova. Al termine del video, ci sono state moltissime domande cui Giuliani ha risposto puntualmente. Le curiosità vertevano nel particolare: sulla tranciabilità carrieristica dei periti nominati per far luce sull'omicidio di Carlo, periti legati ai casi di Ilaria Alpi e altri non ancora risolti; sulla pistola che colpì Carlo il cui proiettile entrò dallo zigomo e usci dalla nuca, una pistola calibro 9 impugnata da un semplice carabiniere (!), ma che avendo fatto un buco di entrata di 8 mm. e di uscita di 3 mm., non poteva essere per regola in mano al carabiniere. Questo fa pensare che fosse impugnata da un ufficiale (!) poiché la caratteristica del buco è tipica di una pallottola senza camicia (solo piombo).

Giuliani nel suo intervento ha fatto un appello auspicando un'unità della sinistra, per mandare a casa questo governo di destra e antidemocratico. Un'unità che si deve ergere su un programma con dei paletti, uno dei quali deve essere per forza “la difesa dei diritti dei cittadini”. Ciò che oggi non è, poiché una legge che dovrebbe essere uguale per tutti, si applica ad interpretazione per gli uni rispetto agli altri.

A conclusione del bel e caldo pomeriggio Giuliani, invita tutti a Genova per il decennale della morte di Carlo, che si terrà dal 20 al 24 luglio, con una mostra permanente di un mese su quei fatti storici ed altre iniziative.

Non si può che concludere con l'intervento dal pubblico di un vecchio partigiano Giorgio dal Ponte: “la nostra Costituzione non potrà avere onore se non quando giustizia sarà fatta” per tutte le morti assurde di Stato, ad opera dell'arma che si sono susseguite da Genova in poi.

 

Irene Rui

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