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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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Fiom, crescono adesioni e partecipazione al corteo

 

  Fabio Sebastiani da Liberazione dell'8 ottobre 2010

Seicento pullman già prenotati, adesioni che crescono sia a livello nazionale (l'ultima è quella di Gino Strada) che localmente: la manifestazione del 16 ottobre indetta dalla Fiom corre spedita, nonostante tutto. Nonostante le polemiche sulle "uova terroriste" e i "fumogeni talebani", naturalmente. Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni fa capire chiaramente che il problema non è solo la Fiom ma anche la Cgil, di cui vuole la capitolazione totale. «Non bastano denunce di circostanza», sentenzia. La Fiom non si fa intimorire. Mentre il presidente del Comitato centrale Giorgio Cremaschi esprime solidarietà ai lavoratori di Merate (Lecco), dalla segreteria di Bergamo arrivano alcune "precisazioni" sulla manifestazione di giovedì scorso alla Same di Treviglio, dove ci fu un lancio di uova e di petardi contro la sede della Cisl: «C'erano anche alcuni iscritti alla Fim», sottolinea Eugenio Borella, leader della Fiom di Bergamo. «Non c'è stato nessun assalto. Si sono lanciate delle uova e qualche mortaretto - aggiunge - un gesto assolutamente sbagliato, mala sede è rimasta sempre agibile, c'era la polizia che non è intervenuta e il corteo si è mantenuto distante restsando in mezzo alla piazza, lasciando alle persone la possibilità di uscire e di entrare».
Sulla vicenda ritorna per la seconda volta il segretario del Prc Paolo Ferrero. «E' sempre più evidente la strumentalità e la malafede di chi utilizza atti sbagliati - che condanniamo - per attaccare la Fiom. La vergognosa politica di Bonanni non diventa buona perché la sede Cisl è stata fatta oggetto di lanci di scatole di vernice. L'autocritica sulle politiche sbagliate la deve fare la Cisl, non certo la Fiom, così come la Cisl dovrebbe spiegare perché è indisponibile a regolare per legge il diritto dei lavoratori a votare sugli accordi che li riguardano e a poter eleggere democraticamente i propri rappresentanti».
Ieri è stata un'altra giornata di "ordinaria mobilitazione". Alla Eaton di Massa, la multinazionale statunitense che produce componentistica per auto, chiusa dal 2008 e che ha deciso di licenziare entro il 15 dicembre prossimo i suoi 304 dipendenti, le tute blu hanno occupato un reparto. Occupazione è stata decisa dai lavoratori dopo che mercoledì mattina, durante un incontro in prefettura i vertici dell'azienda si sono rifiutati di ritirare le lettere di licenziamento e di avviare la cassa integrazione in deroga. Ieri alla Eaton è andato direttamente il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, che ha chiesto l'intervento del neoministro dello Sviluppo economico Romani presso la multinazionale americana, «per indurli a ragionare».
Protesta, con corteo, anche a Pontedera nell'ambito delle mobilitazioni contro l'accordo separato sulle deroghe firmato da Fim e Uilm. Durante lo sciopero di due ore, gli operai sono usciti dalla fabbrica radunandosi nella piazza davanti alla stazione ferroviaria, rilanciando in un comizio volante la scadenza del 16 ottobre a Roma. Vicino al luogo del presidio, a protezione della sede della Uil, si sono schierate le forze dell'ordine, ma il corteo che ha preso poi vita ha optato per andare a bloccare il traffico, gridando slogan contro Cisl e Uil. Sciopero di due ore anche alla Ast ThyssenKrupp di Terni.
Sul fronte delle adesioni, infine, l'ultima in ordine di tempo è quella di Gino Strada, leader di Emergency. «Non solo perché sono un iscritto alla Fiom - scrive Strada in una nota - ma perché credo che il tema della democrazia e dei diritti sia la questione fondamentale del nostro paese». «Un paese non è democratico solo perché ogni quattro anni si va alle urne - continua - un paese è democratico se ha un governo che è particolarmente attento ai bisogni soprattutto dei ceti sociali più deboli, di chi è meno fortunato, in modo che tutta la società possa crescere insieme. Fabio Sebastiani
Seicento pullman già prenotati, adesioni che crescono sia a livello nazionale (l'ultima è quella di Gino Strada) che localmente: la manifestazione del 16 ottobre indetta dalla Fiom corre spedita, nonostante tutto. Nonostante le polemiche sulle "uova terroriste" e i "fumogeni talebani", naturalmente. Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni fa capire chiaramente che il problema non è solo la Fiom ma anche la Cgil, di cui vuole la capitolazione totale. «Non bastano denunce di circostanza», sentenzia. La Fiom non si fa intimorire. Mentre il presidente del Comitato centrale Giorgio Cremaschi esprime solidarietà ai lavoratori di Merate (Lecco), dalla segreteria di Bergamo arrivano alcune "precisazioni" sulla manifestazione di giovedì scorso alla Same di Treviglio, dove ci fu un lancio di uova e di petardi contro la sede della Cisl: «C'erano anche alcuni iscritti alla Fim», sottolinea Eugenio Borella, leader della Fiom di Bergamo. «Non c'è stato nessun assalto. Si sono lanciate delle uova e qualche mortaretto - aggiunge - un gesto assolutamente sbagliato, mala sede è rimasta sempre agibile, c'era la polizia che non è intervenuta e il corteo si è mantenuto distante restsando in mezzo alla piazza, lasciando alle persone la possibilità di uscire e di entrare».
Sulla vicenda ritorna per la seconda volta il segretario del Prc Paolo Ferrero. «E' sempre più evidente la strumentalità e la malafede di chi utilizza atti sbagliati - che condanniamo - per attaccare la Fiom. La vergognosa politica di Bonanni non diventa buona perché la sede Cisl è stata fatta oggetto di lanci di scatole di vernice. L'autocritica sulle politiche sbagliate la deve fare la Cisl, non certo la Fiom, così come la Cisl dovrebbe spiegare perché è indisponibile a regolare per legge il diritto dei lavoratori a votare sugli accordi che li riguardano e a poter eleggere democraticamente i propri rappresentanti».
Ieri è stata un'altra giornata di "ordinaria mobilitazione". Alla Eaton di Massa, la multinazionale statunitense che produce componentistica per auto, chiusa dal 2008 e che ha deciso di licenziare entro il 15 dicembre prossimo i suoi 304 dipendenti, le tute blu hanno occupato un reparto. Occupazione è stata decisa dai lavoratori dopo che mercoledì mattina, durante un incontro in prefettura i vertici dell'azienda si sono rifiutati di ritirare le lettere di licenziamento e di avviare la cassa integrazione in deroga. Ieri alla Eaton è andato direttamente il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, che ha chiesto l'intervento del neoministro dello Sviluppo economico Romani presso la multinazionale americana, «per indurli a ragionare».
Protesta, con corteo, anche a Pontedera nell'ambito delle mobilitazioni contro l'accordo separato sulle deroghe firmato da Fim e Uilm. Durante lo sciopero di due ore, gli operai sono usciti dalla fabbrica radunandosi nella piazza davanti alla stazione ferroviaria, rilanciando in un comizio volante la scadenza del 16 ottobre a Roma. Vicino al luogo del presidio, a protezione della sede della Uil, si sono schierate le forze dell'ordine, ma il corteo che ha preso poi vita ha optato per andare a bloccare il traffico, gridando slogan contro Cisl e Uil. Sciopero di due ore anche alla Ast ThyssenKrupp di Terni.
Sul fronte delle adesioni, infine, l'ultima in ordine di tempo è quella di Gino Strada, leader di Emergency. «Non solo perché sono un iscritto alla Fiom - scrive Strada in una nota - ma perché credo che il tema della democrazia e dei diritti sia la questione fondamentale del nostro paese». «Un paese non è democratico solo perché ogni quattro anni si va alle urne - continua - un paese è democratico se ha un governo che è particolarmente attento ai bisogni soprattutto dei ceti sociali più deboli, di chi è meno fortunato, in modo che tutta la società possa crescere insieme. E questo non è possibile, non è neanche Fabio Sebastiani
Seicento pullman già prenotati, adesioni che crescono sia a livello nazionale (l'ultima è quella di Gino Strada) che localmente: la manifestazione del 16 ottobre indetta dalla Fiom corre spedita, nonostante tutto. Nonostante le polemiche sulle "uova terroriste" e i "fumogeni talebani", naturalmente. Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni fa capire chiaramente che il problema non è solo la Fiom ma anche la Cgil, di cui vuole la capitolazione totale. «Non bastano denunce di circostanza», sentenzia. La Fiom non si fa intimorire. Mentre il presidente del Comitato centrale Giorgio Cremaschi esprime solidarietà ai lavoratori di Merate (Lecco), dalla segreteria di Bergamo arrivano alcune "precisazioni" sulla manifestazione di giovedì scorso alla Same di Treviglio, dove ci fu un lancio di uova e di petardi contro la sede della Cisl: «C'erano anche alcuni iscritti alla Fim», sottolinea Eugenio Borella, leader della Fiom di Bergamo. «Non c'è stato nessun assalto. Si sono lanciate delle uova e qualche mortaretto - aggiunge - un gesto assolutamente sbagliato, mala sede è rimasta sempre agibile, c'era la polizia che non è intervenuta e il corteo si è mantenuto distante restsando in mezzo alla piazza, lasciando alle persone la possibilità di uscire e di entrare».
Sulla vicenda ritorna per la seconda volta il segretario del Prc Paolo Ferrero. «E' sempre più evidente la strumentalità e la malafede di chi utilizza atti sbagliati - che condanniamo - per attaccare la Fiom. La vergognosa politica di Bonanni non diventa buona perché la sede Cisl è stata fatta oggetto di lanci di scatole di vernice. L'autocritica sulle politiche sbagliate la deve fare la Cisl, non certo la Fiom, così come la Cisl dovrebbe spiegare perché è indisponibile a regolare per legge il diritto dei lavoratori a votare sugli accordi che li riguardano e a poter eleggere democraticamente i propri rappresentanti».
Ieri è stata un'altra giornata di "ordinaria mobilitazione". Alla Eaton di Massa, la multinazionale statunitense che produce componentistica per auto, chiusa dal 2008 e che ha deciso di licenziare entro il 15 dicembre prossimo i suoi 304 dipendenti, le tute blu hanno occupato un reparto. Occupazione è stata decisa dai lavoratori dopo che mercoledì mattina, durante un incontro in prefettura i vertici dell'azienda si sono rifiutati di ritirare le lettere di licenziamento e di avviare la cassa integrazione in deroga. Ieri alla Eaton è andato direttamente il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, che ha chiesto l'intervento del neoministro dello Sviluppo economico Romani presso la multinazionale americana, «per indurli a ragionare».
Protesta, con corteo, anche a Pontedera nell'ambito delle mobilitazioni contro l'accordo separato sulle deroghe firmato da Fim e Uilm. Durante lo sciopero di due ore, gli operai sono usciti dalla fabbrica radunandosi nella piazza davanti alla stazione ferroviaria, rilanciando in un comizio volante la scadenza del 16 ottobre a Roma. Vicino al luogo del presidio, a protezione della sede della Uil, si sono schierate le forze dell'ordine, ma il corteo che ha preso poi vita ha optato per andare a bloccare il traffico, gridando slogan contro Cisl e Uil. Sciopero di due ore anche alla Ast ThyssenKrupp di Terni.
Sul fronte delle adesioni, infine, l'ultima in ordine di tempo è quella di Gino Strada, leader di Emergency. «Non solo perché sono un iscritto alla Fiom - scrive Strada in una nota - ma perché credo che il tema della democrazia e dei diritti sia la questione fondamentale del nostro paese». «Un paese non è democratico solo perché ogni quattro anni si va alle urne - continua - un paese è democratico se ha un governo che è particolarmente attento ai bisogni soprattutto dei ceti sociali più deboli, di chi è meno fortunato, in modo che tutta la società possa crescere insieme. E questo non è possibile, non è neanche pensabile, se non si ha rispetto per i diritti». Gino Strada ha assicurato la sua presenza a Roma il 16 ottobre.

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