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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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Ci sono operai metalmeccanici e operai metalmeccanici

  Matteo Alviti
Ci sono operai metalmeccanici e operai metalmeccanici. Se nell'est europeo e in Asia il costo del lavoro è anche molto inferiore rispetto a quello italiano, guardando al nordeuropa le cose cambiano. La Germania, per esempio.
Da tanti, trasversalmente, additato a esempio da seguire - partendo dai sindacalisti della Fiom per arrivare al governatore di Bankitalia Mario Draghi -, il modello tedesco è in effetti sotto quasi ogni aspetto più funzionale di quello italiano. Ma molto diverso, per varie ragioni. Capita spesso, proprio per questa complessa diversità, di sentire lodi e riferimenti a un pezzo di quel sistema, dimenticando di considerare gli aspetti meno graditi dall'oratore di turno.
Cominciamo dalle cose indubbiamente migliori: in Germania gli operai del settore elettrico e metalmeccanico vengono pagati in media di più, e lavorano di meno. Ma quanto di più e quanto di meno? Dipende, perché il forte sistema federale tedesco si riflette anche nel mondo del lavoro, dove le categorie di norma non sono protette da un unico contratto nazionale. Un apprendista di Volkswagen al primo anno, ci spiega Uwe Stoffregen, referente per il settore dell'auto in Sassonia e Sassonia-Anhalt del sindacato del settore elettrico e metallurgico Ig-Metall, viene pagato 830 euro lordi, che poi diventano 1005 al secondo dei tre anni di apprendistato. Alla fine del percorso non ci sono garanzie, a meno di accordi specifici, che gli apprendisti siano assunti. Difficile poi fare una media degli stipendi del settore, dove a seconda della specializzazione si passa appunto dagli 830 euro dell'apprendista fino a oltre i 10mila euro di alcuni dipendenti di altissima specializzazione. Volendo azzardare una stima si può dire che la maggior parte dei metalmeccanici sono compresi in una forbice tra 2500 e 5000 euro lordi. Alla Volkswagen, per esempio, un operaio di ottavo livello (anche il numero dei livelli è diverso da Land a Land) guadagna 2872 euro lordi.
I lavoratori del settore lavorano 35 ore a settimana, in due o tre turni. Ma anche qui valgono accordi separati e condizioni diverse: alla Volkswagen, di nuovo, gli operai lavorano 33 ore e gli impiegati 34.
La stessa frammentazione ritorna quando si parla di tutela dei posti di lavoro. Si passa per esempio dal recente accordo Siemens, che garantisce 128mila dipendenti dal licenziamento - a meno di catastrofi economiche come la crisi del 2008, costata 17mila posti, tagliati con l'accordo del sindacato -, al nuovo accordo Volkswagen, che tutela l'attuale livello occupazionale fino al 2014, impegna il gruppo all'assunzione di 1250 nuovi praticanti e aumenta il peso dei rappresentanti dei lavoratori sulle decisioni di politica industriale.
Volkswagen, il primo produttore europeo di automobili, gode di un contratto in parte diverso da quello degli altri grandi gruppi del settore. Per essere precisi, ci spiega Stoffregen, dentro al gruppo Vw sono solo i sei stabilimenti dell'ovest del paese a godere del contratto separato - migliore. Ma non è stato sempre così: nel 2001, in tempi di crisi, Vw aveva creato un'azienda separata, Auto 5000, dove erano stati assunti dipendenti per produrre alcuni modelli a condizioni contrattuali ed economiche peggiori dei colleghi. Un accordo separato, alla Pomigliano, chiuso nel 2009 con l'assorbimento dei dipendenti di Auto 5000 nella casa madre.
Il sindacato in Germania è per sua natura molto più concertativo di quanto non lo siano - o siano stati - quelli italiani. Il sistema tedesco della cogestione, che porta i rappresentanti dei lavoratori fin dentro ai consigli di vigilanza aziendali, coinvolge i sindacati in alcune scelte importanti, in positivo come in negativo.

 

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