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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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BOLOGNA, ANNO DELLE FRECCE 2011, MORTE PER EMARGINAZIONE DI UN FERROVIERE SENZA FISSA DIMORA

Da la talpa - Giornale dei macchinisti delle ferrovie stampato a milano


La mattina del 24 ottobre è stato ritrovato il corpo senza vita di C.M., 51 anni, ferroviere senza fissa dimora. Come denunciato dalla Uilt Emilia Romagna, il ferroviere è morto in completa solitudine perché "emarginato dalla maggior azienda italiana: il gruppo Fs". C.M. è morto nel gabbiotto di servizio che da qualche tempo era diventato anche il suo alloggio, essendo appunto senza fissa dimora. Dipendente di Rfi, era impiegato alla porta carraia di via Bovi Campeggi, all'entrata del piazzale Ovest della stazione di Bologna Centrale.
"A quanto abbiamo capito si è trattato di un malore", aggiunge il segretario Uilt Maurizio Lago, ma C.M. "non ha potuto neanche dare l'allarme perché gli avevano tolto anche il telefono di servizio, per risparmiare sulla manutenzione". Sembra che per attirare l'attenzione C.M. abbia bloccato i cancelli; da tempo "viveva una situazione sociale non facile, senza fissa dimora, la notte dormiva nella sala d'attesa della stazione, sulle panchine del piazzale e spesso utilizzava il gabbiotto come suo alloggio". Alla luce di questa situazione, "continua era la sua richiesta alla dirigenza territoriale di Rfi per l'utilizzo del Ferrhotel, nonché la richiesta di un alloggio di servizio- continua la nota- senza mai aver avuto risposta". Della sua situazione precaria "erano a conoscenza tutti i responsabili aziendali che, anziché agevolare un suo reintegro ed una proficua utilizzazione, lo relegavano ad un'attivita' marginale ed in completa solitudine". Una morte che si poteva evitare dando almeno la disponibilità all'utilizzo di un alloggio di servizio, alloggi che oggi sono tenuti chiusi ed inoccupati". Una mancata concessione che è "figlia della politica del risparmio di questa classe dirigente - attacca la Uilt - una politica che non trova coerenza nel fatto che a loro è concessa la permanenza fissa in alberghi a cinque stelle".
La Uilt ha deciso di segnalare questo episodio "quando abbiamo capito che le Fs volevano tenere tutto sotto silenzio per non portare quanto successo alla conoscenza di nessuno, neanche delle organizzazioni sindacali".

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