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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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AUGURI BIANCA

UNA VITA DA UNA PARTE SOLA LA NOSTRA

 

Claudio Grassi, "Liberazione" www.liberazione.it 31 marzo 2011


Bianca c'è, tranquilli. Bianca la trovi sempre, sempre lì, dove ti aspetti che sia. Mai ti delude. Bianca c'è. Nel bello e nel brutto, c'è quando ci deve essere, con tutti noi, insieme a tutti noi. Bianca è una certezza, una militanza, una fraternità, una fedeltà: una cosa che fa bene, una cosa che ti dà speranza. Oggi compie ottant'anni; una bella età, ma per lei è la bella età. Passata tutta da una parte sola, la nostra, nella schiera - grande, "pazza" e generosa - di quelli che possono fare proprie le parole del poeta:«Venni con gli uomini al tempo della rivolta e mi ribellai con loro». Nella schiera di quelli «che hanno fatto una scelta di vita»; e una volta per tutte.
Intellettuale, giornalista, dirigente, comunista, ricercatrice storica, mamma e nonna - e fumatrice, fumatrice! - Bianca non si volta mai indietro, lei non è una che tentenna: nelle burrasche combatte, e sa trovare sempre la parte giusta. Ha una solida base culturale, Bianca, e una buona preparazione storica; ma ha soprattutto quello che oggi è una dote così rara, la fede nei propri ideali, la lucida consapevolezza di battersi dalla parte giusta, ieri come oggi. Semplicemente, normalmente. Gentile, amante delle cose belle e buone della vita, humor toscano, fortissima. Avventurosa ragazza toscana, di cognome Bracci Torsi, gran famiglia alle spalle - sua nonna era baronessa, me se vi azzardate ad accennarglielo non cascate bene - si ribella fin da piccola al padre imprenditore benestante e dc tutto d'un pezzo; fin da piccola si trova bene sulle tracce del nonno, socialista d'antan. Subito da "quella" parte. Subito nel Pci. «Avevo 17 anni e mi metto a piangere quando, il 18 aprile 1948, il Fronte subisce quella sconfitta che non ci aspettavamo. Un compagno lì vicino allora mi prende da parte e mi dice, "guarda che un comunista non si fa mai vedere a piangere"; e così da quella volta non mi sono mai più fatta trovare in lacrime. Anche perché, a dirti la verità, su una parete della sezione in cui ci trovavamo c'era un ritratto di Stalin e anche lui sembrava guardare male quella ragazza comunista che piangeva...».
Avventurosa e ribelle, lascia la famiglia, lavora per pagarsi gli studi, nei suoi anni parigini fa la dura gavetta, poi a Roma, giornalista a Paese Sera, responsabile nazionale dei favolosi "Amici dell'Unità", nel Consiglio nazionale dell'Anpi, anima del "Gruppo Memoria e Antifascismo" di Roma.
Sempre da "quella" parte, è fatta così. Anche a Rimini, appunto; Bianca non ha esitazioni, anche se ha il cuore gonfio: e infatti, lei è tra i "magnifici sette" (Armando Cossutta, Sergio Garavini, Lucio Libertini, Rino Serri, Ersilia Salvato, Guido Cappelloni) che, appena dopo la sciagurata decisione di sciogliere il Pci, decidono di dire no, e corrono dal notaio a metterci la firma, per il Partito della Rifondazione Comunista (era il febbraio 1991).
Mai senza Prc, da allora. Militante, dirigente, membro del Comitato politico e della Direzione, responsabile nazionale del dipartimento Antifascismo. Presenza infaticabile nei convegni, nei dibattiti, nel nostro paziente, e spesso faticoso, lavoro quotidiano; e senza mai chiedere nulla in cambio. Al vertice e in periferia, nelle città e nei piccoli paesi, ai cortei e alle feste di Liberazione: praticamente impossibile trovare in giro un iscritto Prc che non conosca Bianca, il suo sorriso garbato, il suo sguardo pungente.
Non fatevi però ingannare, vi prego, dal suo aspetto fragile: la nostra Bianca è un osso duro. Una che non cede. Una lottatrice. Non fatevi ingannare. «Io - ha detto una volta al microfono nel corso di un tempestoso VI Congresso - non sono propensa alle nostalgie, alle tristezze, forse perché mi incazzo prima».
Da "quella" parte, cioè con noi, anche dopo Chianciano e la scissione. E sempre con lo stesso cuore. «Non ho mai considerato nemici compagne e compagni del mio stesso partito, non ho mai dimenticato una massima insegnatami dai vecchi compagni: il comunista che stimo di meno mi è più vicino del non comunista che stimo di più» (siete avvertite, anime piccole di tutte le risme).
Bianca c'è. Facciamo festa!

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