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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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ANCHE VICENZA AVRA' LA SUA ZONA ROSSA.

Con l'ordinanza emessa ieri da Variati e Dalla Pozza, rispettivamente Sindaco e Assessore alla Sicurezza del Comune di Vicenza, in perfetta anticostituzionalità, ma con il beneplacito del Prefetto Fallica, si vieta agli operatori e operatrici del sesso di esercitare in strada. E' definita una zona rossa che va dallo stadio passa per la stazione e prosegue in zona ovest della città. Zone storiche di esercizio del mestiere di strada, aree di recenti contestazioni dei residenti e di disordini, non per ultima la sparatoria in zona stadio; dove due padroni si contendevano la schiava rubata.

Quindi l'ordinanza, poiché la prostituzione è la causa di tutti i mali e va spostata.

Nell'Ordinanza si legge: “Chi sarà trovato ad adescare clienti, a contrattare prestazioni sessuali a pagamento o con modalità che possono suggerire l'intenzione ad esercitare l'attività della prostituzione sarà multato con l'ammenda massima di 500,00 euro e allontanato dalla zona, con l'aggravante che se recidivo verrà segnalato e tenuto sotto controllo”.

C'è chi poi afferma che bisogna colpire chi affitta loro le case (c'è infatti la legge 75/1958, Merlin per questo), ma nello stesso tempo la vuole spostata appunto in zona industriale dove non arreca disturbo a famiglie e “bravi cittadini”, alla morale pubblica e considera pragmatico e non frutto di una ideologia proibizionista questo.

Nelle zone industriali tutto è lecito, quindi anche la violenza nei confronti delle lavoratrici e lavoratori del sesso, lo sfruttamento di persone per il lavoro del sesso ecc.

Una ordinanza che sposta il problema, non risolve però, la questione della tratta – nella fattispecie dei corpi femminili ad uso prostituzione - , ma che come al solito colpisce il mestiere, senza colpire le illegalità. Una ordinanza fatta e costruita a senso unico, per risolvere politicamente la questione della morale pubblica piuttosto che della sicurezza. E hanno poi il coraggio di affermare che l'ordinanza è coraggiosa perché non ce ne sono di simili. BRAVI.

Si scopre che Vicenza pur essendo nel XXI secolo, non cambia la sua natura. Rimane bigotta, proibizionista e con il rispetto della buona e fondamentalista cultura cristiana (con l'evento del cristianesimo ebbe inizio la diaspora della prostituzione), considera il servizio sessuale un'attività immonda e pericolosa, ma utile alla società. Non per niente c'è una forte domanda che non viene certo solo da chi difende il mestiere (siamo in pochi), bensì da quei ipocriti “basa banchi”, bravi padri e madri di famiglia con una doppia vita – anche di lavoratori del sesso – che sono per il ritorno delle “case chiuse” (da non confondersi con quelle del piacere) e per vietare la prostituzione.

Ben venga l'ordinanza, ben venga la militarizzazione della città, invece di combattere il degrado cittadino di zone commerciali (anche stazioni ferroviarie) e residenziali dormitorio, lasciate a loro stesse, senza vita e senza servizi, zone morte.

La fobia, la paura per il “crescere” della violenza e della “criminalità” porta all'uso estremo della sicurezza, fino ad arrivare, ad auspicare non solo un controllo massiccio in ogni luogo cittadino, ma anche l'arrivo dei famosi e infelici “Baschi Verdi” un corpo della G.F. addestrato antiterrorismo e usato anche a Genova nel 2001 o in ogni luogo di repressione.

Bene saremo più sicuri e liberi. Ma quale libertà?

Sarà mantenuto l'ordine, più controlli, più severità, più repressione dei trasgressori, No prostituzione, No accattonaggio, No clandestinità, No bivacco in luoghi non autorizzati, Divieto di bere e suonare musica dopo una determinata ora, Divieto di vestirsi discinti, No ai schiamazzi notturni in centro, No a....

Vicenza è la città dei NO, tranne che per i militari USA che sono i fruitori delle prostitute, che sono coloro che fanno le gincane in centro, coloro che si pestano e distruggono tal volta locali e edifici pubblici, coloro che violentano le donne considerate come premio del guerriero e pestano i cittadini che non rispettano la loro onnipotenza, naturalmente quando sono ubriachi. A loro è permesso entrare nei parchi scavalcando i cancelli, a loro è permesso fare scorribande (tanto ci sono solo le scuse) e schiamazzi, è permesso fare jogging per la città con le armi in sacco di prima mattina.

 

Irene Rui

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