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Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per

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Allagamenti attorno al Dal Molin. I residenti: l’acqua veniva dal cantiere

Base sotto accusa per i disagi in viale Ferrarin e Diaz una settimana prima dell’esondazione

VICENZA - Trenta centimetri d’acqua su viale Ferrarin, sul lato del cantiere del Dal Molin. L’acqua che riempie la strada come un torrente e va a sbattere contro la rotatoria all’incrocio con viale Diaz, creando disagi e un piccolo lago. Poi scende verso ovest, inonda viale Diaz fino a mettere fuori uso il vicino distributore di benzina. La scena, documentata dalle foto fatte dai residenti, non avrebbe nulla di strano, se non fosse che le immagini non sono state scattate il 1 novembre, giorno della grande alluvione, ma una settimana prima, lunedì 25 ottobre.

«L’acqua scendeva come un torrente da viale Ferrarin, dal lato della base Usa, fino alla rotatoria - racconta Liliana Varischio, che abita nel quartiere, a ridosso della piscina comunale - Intorno alle sei di sera sono uscita in auto, la rotatoria era allagata e la polizia smistava il traffico. Il giorno dopo c’era ancora il cartello "Strada allagata"». In quei giorni pioveva già, ma la temperatura era ancora bassa, e quindi la neve in montagna non si stava ancora sciogliendo. «Qui non era mai successo nulla di simile - continua la signora Varischio - Colpa della base? Non so, di sicuro il cantiere ha cementificato una vasta area e ora il terreno non assorbe più l’acqua». La conferma arriva dal gestore del distributore di benzina Esso in viale Diaz, Vittorio Brunello: «Il 1 novembre l’acqua è arrivata dal lato del Bacchiglione - spiega -. Invece il 25 ottobre è stata una cosa strana: veniva dal lato opposto, da viale Ferrarin, dove c’è il cantiere della base. Ha raggiunto i 30 centimetri, arrivando all’altezza delle pompe. Quel giorno ho dovuto chiudere».

Un piccolo allagamento provocato dal cantiere americano? Secondo Giancarlo Albera, del coordinamento dei comitati contro la base Usa, «la zona dell’ex aeroporto era un bacino naturale di sfogo per il fiume, ora è cementificata. Nei progetti della base sono previsti bacini di laminazione, ma evidentemente non sono ancora stati costruiti». Il commissario governativo per il Dal Molin Paolo Costa esclude che il disagio sia stato provocato dal cantiere. «Non sono il direttore dei lavori e non conosco il fatto, non mi è stato segnalato nulla - dice Costa -. Me ne occuperò se enti gli istituzionali mi forniranno della documentazione al riguardo». Non nasconde però il suo scetticismo: «Con tutti i problemi idraulici che ci sono, si può immaginare che il problema sia un cantiere?». Oltretutto i grandi parcheggi e le strade, progettati all’interno della base, per la gran parte non sono ancora stati costruiti. L’impermeabilizzazione del suolo sarebbe quindi realativa.

 

Tratto dal "Corriere del Veneto"

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