Sono il Circolo PRC-FdS di Torri di Quartesolo (VI). Sono nato il 25 settembre 2011, da un gruppo di compagni indignati, che si prefigono di cambiare lo stato delle cose atuali. Il mio scopo è di farmi portavoce delle vertenze dei movimenti cittadini che riguardano il territorio nord-est vicentino, (Quinto Vicentino, Monticello ConteOtto, Longare, Grumolo delle Abadesse, Caldogno, Bolzano Vicentino, Camisano Vicentino). Affronto tematiche in campo ambientale e sociale e faccio mie le lotte per
Irene Rui - Il 10 novembre 2012 c'è la
commemorazione istituzionale dell'eccidio dei 10 martiri al Ponte dei Marmi di Vicenza, anche se furono trucidati l'11 novembre di 68 anni fa, nei pressi della CotoRossi. I dieci furono
trasportati col camion da Padova essendo la ferrovia interrotta grazie al ponte fatto saltare dai guastatori di Quirici, l'11 novembre con una breve, ma significativa sosta in stazione, ove
martoriati dalle ferite subite durante la triplice tortura (una per ogni carcere dove furono detenuti), furono ulteriormente sottoposti a pestaggi da parte dei nazisti, difronte alla cittadinanza
presente; trasportati poi presso il Ponte dei Marmi, furono fatti salire uno alla volta sulla ferrovia e trucidati nei pressi del canneto confinante con la CotoRossi, affinché anche gli operai
della fabbrica ove vie operavano anche dei partigiani, ne fossero testimoni. I dieci furono abbandonati per sette giorni sotto le intemperie novembrine a testimoniare la giustizia tedesca. Solo
Padre Fedrizzi della Chiesa di Santa Chiara, si fecce coraggio e chiese che fossero raccolti e seppelliti in tombe diverse. Un marmorista nascosto nella sua fucina, vide l'atroce assassinio e
riportò la testimonianza alla Signora Vicenzina moglie di Mastini. Li fu messo un cippo in ricordo dei dieci, che spostato nell'attuale collocazione, per l'ampliamento ferroviario, divenne
monumento negli anni Ottanta.
L'11 novembre, noi e i sinti partigiani di oggi, e resistenti, porteremmo un fiore e canteremo “Obella Ciao”, perché i martiri non vanno dimenticati o celebrati più per tradizione o dovere istituzionale, quando fa comodo. Quei martiri, quei sinti (Catter, Mastini, Festini e Paina) sono un pezzo della nostra storia e hanno combattuto per noi, per liberarci dall'oppressione nazista e fascista, quell'oscurità che sempre più si fa sentire ancor oggi, e per questo vanno rispettati.