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4 marzo 2011 5 04 /03 /marzo /2011 22:37

 

Venerdì 04 Marzo 2011 LETTERE, "Il Giornale di Vicenza"
Di frequente ci capita di partecipare - lo facciamo volentieri e con spirito costruttivo - a incontri e convegni in cui si intonano ad alta voce almeno due lamenti: il primo relativo alla inoccupazione e alla precarità giovanile; il secondo riferito ai gravi rischi di 'disservizio' pubblico che cominciamo a sperimentare anche nel nostro territorio.
Due esempi - gli ultimi - sono il Punto nascite di Noventa (Ulss 6) e il Tribunale di Schio.
Sono lamenti giusti, giustissimi, ma permettete qualche domanda: non esistono politiche giovanili, nel pubblico impiego si tagliano i precari, le norme permettono contratti a buon mercato e con scadenze e modalità ripetibili all'infinito, le aziende se ne avvalgono a piene mani e ci si meraviglia e ci si stracciano le vesti se la precarietà è diventata, per molti/e, una permanente compagna di vita?
Ci si accorge solo oggi che la politica dei tagli lineari ai trasferimenti dello Stato riguarda tutti i territori e, peggio ancora, lascia la porta spalancata alla discrezionalità politica? Ci si rende conto solo ora che con la riforma Brunetta ogni 10 uscite dal pubblico impiego ci saranno 2 rimpiazzi? O si credeva che, grazie alla nostra virtuosità, avrebbero fatto eccezione per noi?
Assunzione di responsabilità, per favore!
Oggi, in alcuni servizi pubblici, non siamo più nella fase della razionalizzazione, ma in quella del puro taglio e della negazione di diritti di cittadinanza. Non è da oggi che lo denunciamo. La pubblica amministrazione può di certo migliorare, anche la produttività nei posti di lavoro può migliorare, ma sicuramente non umiliando chi lavora, non negando contratti, bloccando il turn-over, sbarrando la strada ai giovani, spesso portatori di energia nuova. Le Organizzazioni Sindacali avevano presentato un “memorandum” sulla qualità della pubblica amministrazione che è stato stracciato. Siamo favorevoli a incentivi per le aziende che creano buona occupazione e investono in innovazione. La strada giusta è quella del consenso, della partecipazione e del merito vero. La strada è quella delle sinergie tra Enti Pubblici, della lotta alla corruzione e alla moltiplicazione degli appetiti politici. Alle Associazioni di rappresentanza e a molti Sindaci che oggi giustamente si lamentano, chiediamo: non era meglio essere più cauti prima, quando si intonavano (e ancora si intonano) le lodi dei tagli al servizio pubblico? E oggi, mentre i servizi scadono velocemente in qualità e quantità, non sarebbe bene suggerire a Presidenti, Parlamentari e Amministratori delegati che il paese intero rischia il declino se non si dice basta alla demagogia e sì a riforme vere?
Marina Bergamin
Segretaria generale Cgil
Vicenza
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