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8 gennaio 2013 2 08 /01 /gennaio /2013 13:55

Prima_gli_Usada ARCV

 

Ci aspetteremmo che gli stati maggiori della Lega riprendessero e bacchettassero seriamente il Presidente Zaia. Non si può lanciare una dispendiosa campagna elettorale e coniarne lo slogan («Prima il Nord!») improntando tutto il messaggio alla preminenza dei diritti dei padani e poi ritrovarsi con uno dei propri principali esponenti (per giunta Presidente di Regione) che, alla prima occasione utile per dimostrare la serietà d’intenti del nuovo corso delle partito della ramazze, fa di testa sua e sacrifica i diritti dei settentrionalissimi veneti sull’altare a stelle e strisce.

È quanto è accaduto con la vicenda della base Pluto di Longare, in provincia di Vicenza. Zaia e la sua Giunta, infatti, prima della pausa per le feste natalizie, hanno approvato la Vinca riguardante il nuovo centro di addestramento che gli Stati Uniti intendono realizzare sul sito della base di Longare. Non si capisce in che modo questa decisione dia attuazione allo slogan ipernordista del partito del Governatore né tantomeno si capisce cosa c’entri col suo personale e strillatissimo refrain, «Prima il Veneto».

Ascoltandolo, questo Veneto, Zaia avrebbe colto un altro messaggio, un altro desiderio. Sindaci e comunità del vicentino hanno espresso da tempo, con fermezza, la loro contrarietà all’ampliamento della base. La stessa contrarietà che ha espresso il Consiglio regionale, con due diverse mozioni. Una proposta dal Pd e votata anche da buona parte della maggioranza di centrodestra, l’altra avanzata dal consigliere Prc Pettenò e approvata coi voti della minoranza, perché i consiglieri Lega-Pdl erano usciti anticipatamente dall’aula.

Zaia ha spiegato la scelta di contravvenire al doppio pronunciamento del Consiglio con un’ulteriore contraddizione. Ha detto di condividere in pieno la mozione del Pd e di essere contrario a quella di Prc-Fdv, perché originante da un presupposto (a suo parere) sbagliato. Peccato che il succo delle due mozioni, al netto delle istanze di partenza, sia esattamente lo stesso: nessuno vuole il nuovo centro di addestramento.

Questa decisione dimostra che a Governatore e Giunta non importa della tutela del territorio veneto. Dimostra che non tengono conto dei diritti dei veneti né della loro volontà. E nemmeno di quella dei loro rappresentanti in Regione. Altro che «Prima il Veneto». Se non si è in grado di mantenere le promesse – perché al primo scontro si china prontamente il capo di fronte al più forte – bisognerebbe evitare di farne. E di pubblicizzarle a suon di slogan privi di contenuto.

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