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9 gennaio 2013 3 09 /01 /gennaio /2013 12:07

  consiglio_stranieri_.jpg“Il consiglio degli stranieri non è un optional, è un'esigenza per fare vera democrazia”, poiché non c'è per legge altro modo per poterli far partecipi al consiglio Comunale, ha dichiarato ieri il Sindaco Achille Variati.

E' vero il Consiglio degli Stranieri è democrazia, è riconoscere che questi nostri concittadini hanno gli stessi nostri diritti, ma così come impostato nello Statuto Comunale che si sta per varare in questi giorni, ha il sapore di una cosa folcloristica, non più di quello dei ragazzi.

Innanzitutto non ci sono i fondi per questa nuova istituzione che infatti, per Statuto si deve autofinanziare; poi la rappresentanza del Consiglio degli Stranieri che parteciperà ai lavori del Consiglio Comunale, ha solo diritto di parola e parere, ma non partecipa al voto; inoltre, possono essere consiglieri degli stranieri solo chi risiede a Vicenza da almeno 5 anni. Anche qui non si spiega come da una prima ipotesi di due anni, si è passati a tre e poi a cinque.

E' da chiedersi a che serve e a chi serve questo organo istituzionale? Agli stranieri o agli amministratori che si lavano la coscienza e si sentono più democratici?

Un atto di democrazia sarebbe forzare il sistema e riconoscere il loro voto e rafforzare la richiesta del riconoscimento della cittadinanza a chi risiede da almeno due anni nel nostro Paese.

 

Irene Rui – responsabile dipartimento politiche migratorie per Rifondazione Comunista-FdS di Vicenza

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